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TROFEO ACCADEMIA NAVALE
E CITTA' DI LIVORNO 2006


Antonella De Vito segue la manifestazione da vicino
e ci racconta!

(cliccando qui trovate il programma dettagliato delle manifestazioni!)

 

 

Domenica 30 aprile


Donne in viaggio: dalla barca a vela agli appuntamenti culturali.
 

 

Mare, sole, vento, contatto diretto con l’ambiente marino e altre ancora sono le sensazioni che un’uscita in barca  a vela può dare. Alla XXIII edizione del Tan, fra i tanti appassionati e curiosi sono arrivate anche un gruppo di donne che stanno affrontando una serie di esperienze per prepararsi alla grande traversata che le vedrà protagoniste nel luglio del prossimo anno quando affronteranno un viaggio in barca a vela da Viareggio  fino a Valencia dove si disputerà la finale di Coppa America.

Dietro queste donne e la loro passione per il mare e i viaggi c’è Rosanna Capitani e la sua agenzia di viaggi Eliotropica Travelling, che qualche anno fa ha avuto un’idea originale che ha cambiato il modo di viaggiare delle donne.

L’abbiamo incontrata al Tan, mentre con un gruppo di donne si stava imbarcando sul veliero Stella Polare messo a disposizione dalla Marina Militare. Così ci ha raccontato che cosa organizza per le donne che vogliono viaggiare da sole, con delle amiche o con i figli.

Le donne che viaggiano che cosa chiedono?

“In modo particolare vogliono un supporto informativo chiaro e preciso sulle strutture che rispondono alle loro richieste. Sono molto esigenti, più degli uomini, vogliono il massimo della qualità rispetto al prezzo pagato. Quando si affidano nelle nostre mani lo fanno in modo totale e vogliono essere assistite completamente”.

Organizzate viaggi individuali o anche di gruppo?

“Inizialmente rispondevamo a richieste individuali o di piccoli gruppi di amiche, ma con il tempo sono state le stesse donne a chiederci di organizzare tour specifici per loro. Di media predisponiamo un paio di viaggi di questo tipo al mese.

Come siete organizzate e cosa proponete?

“In questi viaggi c’è un personal travel, che è una nostra collaboratrice che ha il compito di coordinare e assistere le partecipanti, deve essere capace anche di riorganizzarsi durante il viaggio se le donne decidono di cambiare qualcosa. Generalmente sono molto richiesti i viaggi se sono abbinati a qualche evento culturale, come una mostra o uno spettacolo”.

Com’è nato il progetto legato alla barca a vela?

“Mi sono accorta che le donne gradiscono molto questo tipo di esperienza per le sensazioni che sono capaci di dare. Ho pensato che sarebbe stata un’esperienza unica assistere alla regata di Coppa America a Valencia. Così ho avviato un percorso che prevede più appuntamenti durante l’anno che siano in qualche modo preparatori: non si tratta di una scuola di vela, troppo pretenzioso e inutile al fine di poter assistere ai Match Race dell’America’s Cup. L’obiettivo è quello di essere in realtà non semplici spettatrici, come si potrebbe essere guardano le regate alla tv restando in Italia, ma di essere comunque parte della sfida in mare, anche se non attiva in regata”.

Un modo nuovo di viaggiare per le donne che sentono di avere esigenze e desideri particolari, ma anche un modo per valorizzare l’ambiente e fare esperienze culturali.

Chi fosse interessato può trovare ulteriori informazioni su www.eliotropica.it

 

 

Sabato 29 aprile 

 

La cucina livornese e toscana creata dallo scambio di culture diverse. Alcune ricette tipicamente livornesi dell’Accademia di Cucina Italiana

 

Nessuno quando si siede a tavola per mangiare un buon minestrone o un cacciucco si chiede da dove viene la ricetta e quanti influssi culturali sono custoditi nei suoi sapori. Eppure la cucina ha una sua storia legata agli eventi dei popoli e spesso studiarla non è così semplice come si può credere. Fra i vari eventi culturali organizzati all’interno della XXIII edizione del Tan non poteva mancare un convegno per studiare che cosa accadeva a Livorno e in Toscana 4 secoli fa in questo campo. E così l’Accademia Italiana di Cucina ha organizzato un convegno dal titolo: “Gli influssi delle cucine ebraiche, araba e mediterranea sulla tradizione culinaria livornese e da questa sulla cucina della toscana e di altre regioni”. E siccome non stiamo parlando di un piccolo paese di montagna rimasto isolato per secoli, ma di un Porto Franco estremamente aperto agli scambi con le altre culture potete immaginarvi la mole di ricerche che si sono sviluppate intorno all’argomento.  

Gli onori di casa sono stati fatti dal delegato locale dell’Accademia Giovanni Martino e da Aldo Santini scrittore e giornalista del Tirreno. Fra i relatori il professor Giovanni Ballerini vice presidente nazionale dell’Accademia Italiana della Cucina, ordinario di Scienze Veterinarie all’Università di Bologna e Parma e presidente del Centro Studi ‘Marenghi’ dell’Accademia Italiana di Cucina, il prof. Giuseppe Benelli ordinario di Filosofia all’Università di Genova e presidente della Fondazione del Libro di Pontremoli, il professor Carlo Cannella ordinario di Scienze dell’Alimentazione all’Università la Sapienza di Roma e consulente scientifico di varie trasmissioni televisive e il dottor Alfredo Pelle, giornalista dell’Espresso e studioso dell’arte culinaria.

L’Accademia di Cucina ha voluto fare a tutti i partecipanti al convegno, un omaggio particolare che noi vogliamo offrire anche a tutte le nostre lettrici. Si tratta di 4 ricette livornesi così come la delegazione locale dell’Accademia le ha formulate dopo attente ricerche. I testi delle ricette sono stati depositati in atto pubblico per la Notaia Gloria Brugnoli, il 30 maggio del 2001.

 

Cacciucco alla livornese (dose per 4 persone)

500 grammi di polpo allo scoglio

500 grammi di calamari e seppie

300 grammi di cicale di mare o mazzancolle o scampi o gamberi

300 grammi di palombo o nocciolo e/o murena o grongo

250 grammi di pesce da minestra (scorfano, cappone, gallinella, parlotto, tracina, pesce prete, ecc)

500 grammi di pomodori ben maturi ed un cucchiaio di conserva

un bicchiere di olio di oliva

un bicchiere di vino rosso

aglio, peperoncino, cipolla, sedano salvia

otto fette di pane raffermo

In un grande tegame mettete la metà dell’olio con due spicchi di aglio, la salvia e il peperoncino e appena l’aglio è imbiondito metteteci, bello grondante, il polpo battuto e tagliato a pezzettini e fatelo cuocere lentamente. Aggiungete, dopo una ventina di minuti, le seppie e i calamari (anch’essi naturalmente puliti, lavati e tagliati) e continuate la cottura

Aggiungendo, dopo un po’, il vino e quindi la conserva di pomodoro, in attesa di aggiungerci quello che sta cocendo in un altro tegame. Infatti, contemporaneamente, in un altro recipiente più piccolo mettete la cipolla, il sedano e l’aglio tutto tagliato grossolanamente con il restante olio e dopo averlo leggermente soffritto aggiungete i pesci da minestra, il pomodoro e un po’ d’acqua. Fatelo bollire per circa 20minuti quindi passatelo con il passatutto fine nel tegame grande. Qui, quando i molluschi saranno quasi cotti, mettete a cuocere il pesce a taglio e i crostacei (naturalmente il tutto ben pulito e lavato).

Arrostite il pane, strusciatelo con l’aglio e servitelo in fondo alle scodelle e al vassoio.

Si può guarnire il piatto con frutti di mare da aggiungere nel tegame quasi a fine cottura.

Se vogliamo il cacciucco all’antica, i pesci da minestra non vanno passati e si può usare un solo tegame.

Il tipo e la qualità di pesce utilizzata possono variare in base all’estro del cuoco, alle condizioni del mare e della stagione, ma i pesci devono essere rigorosamente freschi e, possibilmente, nostrali.

 

Triglie alla livornese (dose per 4 persone)

Otto triglie di media taglia

Mezzo chilo di pomodori pelati

Quattro cucchiai di olio

Aglio, prezzemolo, peperoncino

Fate un battutino di aglio e prezzemolo e soffriggetelo con olio e peperoncino. Aggiungete i pomodori passati nel passatutto a fori larghi oppure adoperate i pomodori quadrettati in bottiglia. Salate e fate insaporire. Pulite le triglie, lavatele e asciugatele bene. Disponetele allineate in una pirofila, cospargetele di prezzemolo tritato e copritele con la salsa di pomodoro preparata avendo cura di scuoterlo affinché la salsa vada anche nel fondo. Cuocete al forno per circa 15 minuti.

Se le triglie sono poche si possono cuocere con lo stesso sistema in una teglia ben coperta sul fornello. Non vanno girate per non rischiare di spezzarle.

 

Stoccafisso alla livornese (dose per 4 persone)

800 grammi di stoccafisso ammollato

200 grammi di tripette (parti molle dello stoccafisso; se non le trovate, aumentare la dose dello stoccafisso)

800 grammi di cipolle rosse o bionde

800 grammi di pomodori tipo san Marzano

200 grammi di patate (facoltative)

abbondante olio

mezzo bicchiere di vino bianco o di marsala secco

scorza di limone grattugiato

sale, peperoncino e basilico

Tagliate la cipolla finissima e mettetela nel tegame con l’olio, sale, basilico e peperoncino. Fatela leggermente imbiondire, quindi aggiungete i pomodori sbucciati, spezzettati e scolati e fate ritirare la salsa. A questo punto aggiungete la buccia del limone e lo stoccafisso pulito, deliscato, ben strizzato e ridotto a pezzettini (si sfiletta con le mani la parte del tronco e si tagliano le tripette). Ci vorranno un paio di ore di cottura e l’aggiunta del vino o del marsala. Mezz’ora prima di toglierlo dal fuoco aggiungete, se lo desiderate, le patate tagliate a piccolissimi dadi.

Sullo stoccafisso si beve vino rosso come sul cacciucco, e che sia vino delle nostre colline.

 

Ponce alla Livornese

In un bicchiere basso e spesso mettete due cucchiaini di zucchero e una dose di ‘rumme’ da correzione (quasi la metà del bicchiere) o di ‘rumme e brandy’ o di rumme e sassolino’, se vi piace. Non adoperate mai il rhum di pregio perché rovinereste il ponce. Date una scaldata con il vapore della macchina e quindi via al caffè, fin quasi al bordo. Tocco finale, una scorza di limone di giardino: avrete in tal caso il ‘ponce a vela’.

 

Venerdì 28 aprile

Alzabandiera e "Storia Illustrata di Livorno"

Un alzabandiera senza banda per rispettare il lutto per le vittime di Nassirya, ha ufficialmente aperto le regate della XXIII Edizione del Trofeo Accademia Navale e Città di Livorno. Le autorità civili e religiose hanno partecipato alla breve cerimonia che non ha avuto la presenza neanche di una piccola brezza: come se anche il vento avesse deciso di rispettare il lutto.

Al termine della cerimonia gli ospiti hanno partecipato ad uno degli eventi culturali più importanti del Tan con la presentazione del libro Storia Illustrata di Livorno curata dagli storici Olimpia Vaccari, Lucia Frattarelli Fischer, Carlo Mangio, Giangiacomo Panessa, Maurizio Bettini, edito da Pacini.

Ad introdurre l’incontro è stato l’Ammiraglio Cristiano Bettini che ha voluto sottolineare il periodo rinascimentale descritto dal libro, dove si ricorda che fu proprio Cavour a proporre Livorno come sede per l’Accademia. “Fu una commissione parlamentare –ha sottolineato l’Ammiraglio- ad occuparsi della questione e a considerare questo luogo politicamente equidistante e sufficientemente indipendente da Napoli e Genova. Dietro la scelta ci fu sicuramente l’opera di Bastogi, il finanziere che fu consigliere di Cavour, ma che era anche livornese. Possiamo così considerare l’Accademia Navale come un lascito del nostro risorgimento. Una scelta felice, perché Livorno diventò una città molto importante, ruolo che tutti ci auguriamo possa riconquistare in futuro, un futuro nel quale l’Accademia Navale non mancherà di stare vicino alla città, perché possa tornare ad essere al centro dello sviluppo della regione e della nazione”.

Una speranza ed un augurio che il sindaco Alessandro Cosimi continua a riproporre e che in questa occasione ha voluto ribadire presentando una Livorno che guarda al mare, verso un orizzonte dove si trovano altri paesi; una Livorno che vuole aprirsi, ma questo aprirsi si riferisce anche a chi ci sta più vicino, come la città di Pisa, alla quale il sindaco continua a mandare messaggi ammiccanti e tiratine di orecchie: “Pisa ha alcune cose e Livorno ne ha altre –ha ricordato- ecco perché le due realtà si possono e devono integrare per un pieno sviluppo economico reciproco. Certo i pisani sono gelosi del loro ateneo, ma proprio per queste possibili integrazioni vedo dei corsi universitari da realizzare da noi, come una laurea in ingegneria navale o discipline legate alla biologia marina. Livorno è una città che dà l’idea di volersi aprire agli altri, e non è poca cosa in un periodo in cui la paura fa chiudere le società su se stesse”.

La Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno, che ha contribuito finanziariamente alla realizzazione di questa opera, con il suo presidente Luciano Barsotti ha ricordato l’impegno dell’istituto verso la ricerca e lo studio del passato. “Credo che questo testo –ha sottolineato Barsotti- possa essere di grande aiuto alle scuole, perché il suo carattere divulgativo e allo stesso tempo la sua serietà scientifica, possono diventare un utile strumento per gli studenti che vogliono avere un primo approccio con la storia di Livorno”.

L’editore Pierfrancesco Pacini, dopo aver scherzato un po’ sul fatto che un pisano ha pubblicato un libro sui livornesi, ha più volte citato l’introduzione di Furio Diaz del quale vi riportiamo il capoverso iniziale: “Finalmente una storia di Livorno dalle origini ad oggi, aggiornata anche se breve. E’ un’acquisizione necessaria per tutti coloro che in Toscana guardano a realtà assai più antiche e ricche di capolavori artistici e credono che Livorno non abbia una storia meritevole di essere conosciuta e ricordata”.

Il compito di presentare nello specifico il testo è andato a Bruno Manfellotto, direttore del quotidiano Il Tirreno e a Franco Angiolini, docente di storia moderna all’Università di Pisa.

“Un libro che si legge bene, con piacere –ha affermato Manfellotto- che nonostante gli spazi ristretti, perché le belle immagini impongono al testo una versione più sintetica, è riuscito a spiegare molto bene la storia della città. Una città che parla poco di se stessa, che è restia a mettersi in mostra. Una delle parole ricorrenti che si incontrano nel libro è ‘identità’. Livorno è una città nata quasi dal niente, costruita piano piano negli anni, che ha saputo diventare ‘la città delle nazioni, delle razze e della tolleranza”. Chi non conosce questa città, perché come me viene da fuori, ma ha occasione di avvicinarvisi, resta stupito per alcune cose, come i numerosi primati che in passato sono stati raggiunti in vari campi, come quello dell’editoria, della finanza, della democrazia e nonostante questo ricco ed interessante passato, Livorno non ama parlare di se stessa. L’altra cosa che ha attirato la mia attenzione è questo suo essere multietnica e tollerante, una caratteristica che le ha dato numerosi riconoscimenti come luogo democratico, ma che ha anche sviluppato una particolare economia, composta da un mixer di attività che Livorno ha saputo tenere insieme. Una formula di sviluppo economico vincente, al quale tutto il paese si ispira, e che la città deve ritrovare”.

Di grande interesse la relazione di Franco Angiolini, docente di storia moderna all’Università di Pisa, che ha ricordato: “Scrivere di storia rimane sempre un’attività utile ed interessante. Questo libro rientra in un progetto destinato ad un grande pubblico, ma rimane comunque un libro di storia perché si pone degli interrogative e si dà delle risposte. Il merito di questa opera è quello di essere la prima ad aver affrontato la storia della città nel lungo periodo, iniziando dalle sue origini per arrivare fino agli eventi di ieri, quelli che abbiamo vissuto, che abbiamo letto sui giornali. Altro merito che dobbiamo riconoscere agli autori è quello di aver scritto in modo chiaro e sintetico, ma senza mai perdere di vista la scientificità che una seria ricerca storica impone. Sfogliando le pagine di questo testo ci si accorge anche che Livorno è bella, ha degli angoli, degli scorci che la rendono molto interessante e le danno l’autorità per affrontare il confronto con le grandi città d’arte del resto della regione”

La ricerca storica ha una grande importanza anche per capire qual è la vera identità di una città e la sua vocazione futura: “Livorno -ha continuato Franco Angiolini- nasce come borgo, diventa poi città commerciale, poi industriale fino ad arrivare alla condizione attuale di città che cerca la sua identità. Una questione che oggi Livorno potrà affrontare meglio se terrà conto della strada fin qui percorsa: non dimenticandosi mai della sua dimensione multiculturale. Nel 17° secolo non era così scontato incontrare nelle città persone con tratti somatici diversi, vestita secondo culture e religioni di paesi diversi, come a Livorno. Caratteristica questa che non va mitizzata, ma che ha reso la città un laboratorio capace di fornire elementi analogici, che possono costruire le categorie dell’oggi, utili a chi deve governare la città anche nell’attualità. Non possiamo parlare di tolleranza, concetto che nasce posteriormente, ma di quella convivenza che a Livorno è stata possibile e che è indispensabile per creare le basi future della tolleranza”.

 

 

Mercoledì 26 aprile

Spirito di Stella e Rainbow Team al Trofeo Accademia Navale e Città di Livorno.
Uscite in mare per i diversamente abili.



Il XXIII Trofeo Accademia Navale e Città di Livorno ha molto lavorato per aprire le sue manifestazioni sportive anche ai diversamente abili di ogni tipo. E con l’arrivo in porto di Spirito di Stella, l’attenzione è stata concentrata proprio su di loro. Un nome un po’ particolare per un catamarano, ma dietro a queste semplici parole c’è una storia di vita.
Andrea Stella è un giovane velista che 5 anni fa, durante una vacanza a Miami rimase vittima di un conflitto a fuoco durante il quale gli rubarono la macchina che aveva preso in affitto. “ Ero completamente innocente –racconta- non ho reagito: eppure mi hanno sparato. Dopo aver passato un po’ di tempo fra la vita e la morte, mi sono ritrovato a vivere sulla sedia a rotelle. Dopo un periodo di depressione ho deciso di ricominciare a viaggiare e ad andare per mare”.
E’ in questo momento che Andrea si rende conto che le barche esistenti, almeno in Italia, non sono adeguate alle sue condizioni. Meglio va in Inghilterra dove trova qualcosa di più. Da questo parte la sua idea di progettare un catamarano, scelto perché ha la caratteristica di non inclinarsi in mare e quindi maggiormente si adatta a chi vive su una sedia a rotelle. Andrea progetta l’interno rendendo tutti gli spazi adeguati alla sua situazione, potendo così ritornare ad andar per mare in completa autonomia. “Mi sono però reso conto –continua Andrea- che il problema non era solo delle barche, ma ancora più gravemente delle città. Quando vado ad un ristorante devo sempre informarmi sulla possibilità di poterci arrivare.
Prendere un autobus o una metropolitana è difficilissimo, se non impossibile. Insomma, le nostre città non sono adeguate a chi vive su una sedia a rotelle, ma neanche per gli anziani e per le donne con carrozzina”. Presa coscienza della situazione Andrea comincia la sua battaglia e con il catamarano ‘Spirito di Stella’ fa tappa nei porti per dare la possibilità ai diversamente abili di passare una giornata in mare, e dimostrare che è possibile, che anche loro possono superare tante difficoltà. Andrea lancia il suo messaggio dal mare, ma anche andando nelle università, soprattutto nelle facoltà di Architettura perché i giovani studenti siano sensibilizzati, ed un domani quando faranno i loro progetti non dimentichino di rendere accessibili a tutti le loro costruzioni.
Anche il velista Matteo Bof ha dato vita ad un gruppo che ha chiamato Rainbow Team, che ha lo scopo di organizzare uscite per i diversamente abili in kitsurfing, considerata una variante del surf tradizionale in quanto la forza del vento che sospinge la tavola viene catturata da un aquilone legato al surfista mediante un’imbracatura. Bof è uomo di poche parole ed ha lasciato spazio ad un video girato durante una delle sue manifestazioni, ed ha poi sottolineato: “ La Marina è stata la prima ad accorgersi che esistono anche questi ragazzi. La nostra è un’operazione che stiamo facendo sul campo, per poter permettere una certa continuità nello sport dei disabili. Spesso lezioni particolari per persone che hanno esigenze diverse costano molto e le famiglie non possono sostenerle, noi offriamo il servizio gratuitamente, proprio perché crediamo che avvicinarsi allo sport sia molto importante”.
Alla presentazione dei due progetti ha partecipato la vice presidente della provincia Monica Giuntini e alcuni dei giocatori del Livorno calcio: Cristiano Lucarelli, Marco Amelia, Fabio Galante e Balleri, tutti rimasti stupiti e ammirati sia dal catamarano riadattato, che dalle iniziative portate avanti.

 

Sabato 22 aprile

Inaugurato il Villaggio TuttoVela fra sole e un buon augurale ‘venticello’.




Non poteva esserci un tempo migliore per questo primo giorno del Trofeo Accademia Navale e Città di Livorno. Un piacevole sole, ancora indeciso se rimanere primaverile o virare con decisione all’estate, ha dato luce e colori all’inaugurazione del Villaggio TuttoVela, mentre un piacevole venticello proveniente dal mare, ma non chiedetemi il suo nome, ha fatto la sua comparsa come per richiamare a sé i regatanti che nei prossimi giorni avranno molto bisogno del buon Dio Eolo.
Visto che per inaugurare la XXIII edizione del Tan è stato scelto il sabato non ho potuto fare a meno di portare con me mio figlio di 10 anni, quindi adesso posso raccontarvi tutto dello stand di Topolino, dove sono stata costretta a rimanere per lungo tempo, ma forse un po’ meno degli altri stand. Questo per dirvi che anche le famiglie con bambini, potranno trovare al Villaggio TuttoVela spazi ed attività per trascorrere qualche piacevole ora. Sotto il tendone di Topolino c’è posto per i più piccoli che possono colorare le immagini dei loro amati personaggi Disney, ma anche fare alcuni giochi di gruppo con gli animatori. I più grandi invece stazioneranno per lungo tempo davanti ai giochi della nintendo, per provare gli ultimi modelli, ma alla fine tutti insieme potranno fare uno spuntino con qualche merendina offerta da Topolino. Il vero Topolino però, quello in carne, ossa e costume arriverà domenica 30 per giocare tutto il giorno con i bambini e naturalmente per farsi fotografare.
Per chi non ha figli sarà più facile proseguire lungo il percorso del Villaggio alla scoperta degli altri stand dove si potrà trovare un po’ di tutto, naturalmente ci sono oggetti già visti, più comuni, come l’abbigliamento, anche se prevalentemente rivolti a chi ha la passione per il mare e magari anche per la barca a vela, ma si trova anche oggettistica originale realizzata da mani più creative. L’enogastronomia non poteva certo mancare con le sue esposizioni di vini e cibi più ricercati, con ‘assaggini’ rivolti al pubblico. Ci sono poi le mostre di modellini di navi e velieri, la filatelia, la mostra in Fortezza Vecchia e numerosi punti ristoro dove poter mangiare un po’ di tutto, anche fermandosi qualche minuto seduti al tavolino sul bordo del mare a gustare il caldo sole, mentre le navi, fra cui il bel veliero Palinuro, fanno da scenografia.
Insomma, in una bella giornata di sole come oggi, passare qualche ora in riva al mare si è rivelato benefico per il fisico, la mente e lo spirito, e ci ha convinto che il lungo inverno finalmente è passato.
Dobbiamo anche fare i complimenti all’organizzazione, alla partenza del XXIII Tan tutto è apparso perfetto; mi sembra un riconoscimento doveroso per chi sta lavorando veramente tanto.
Un consiglio, invece, per chi vuole fare il giro in battello: nonostante la partenza di un barcone ogni mezz’ora, non è facile trovare posto se non si è prenotato. Già il primo giorno c’è stato il tutto esaurito fino a sera, figuratevi la domenica o i giorni di festa come il 25 aprile e il 1° maggio. Se volete vedere la Venezia dai fossi prenotatevi: il numero di telefono lo trovate sul programma giornaliero.
Credo che le proposte del Villaggio siano piuttosto ampie e quindi capaci di soddisfare un pubblico vasto, che in questi giorni di festa non mancherà sicuramente di movimentare il Trofeo Accademia Navale e Città di Livorno.    

 

La Fortezza Vecchia in Mostra:
storia di un monumento, storia di una città.

Ho sempre considerato la Fortezza Vecchia uno dei luoghi più magici e misteriosi di Livorno, e non potrebbe essere diversamente visto che il monumento è fra i più antichi della nostra zona e ripercorrerne il passato vuol dire anche ascoltare la storia della città. Tre anni fa la Fortezza è stata riaperta al pubblico ed i livornesi hanno potuto visitarla in più occasione, durante la partecipazione ad eventi culturali ed artistici. Oggi però, in occasione del Tan, ma anche dei 400 anni della fondazione della città, si è voluto restituire a questo prezioso monumento la sua veste originaria. Ripulita, non solo dai rifiuti, ma anche da tutti quelli oggetti di arredo che l’avevano occupata in questi ultimi tempi, è tornata a splendere della sua bellezza naturale. Un allestimento che ha saputo rispettare l’atmosfera del luogo, ricostruendone al tempo stesso la storia. Il progetto che oggi possiamo ammirare, purtroppo solo fino alla fine del Tan, è stato realizzato grazie all’impegno degli organizzatori del Villaggio TuttoVela, ma anche del Comitato Scientifico che ne ha curato ogni aspetto. Primo fra tutti il Soprintendente Guglielmo Maria Malchiodi e naturalmente studiosi di rilievo come Olimpia Vaccari, Lucia Frattarelli Fischer, Pamela Gambogi e Mario Ferretti, mentre la direzione artistica è di Beatrice Meoni e il coordinamento dei lavori di Marco Paoletti.
“Punti audio, video, pannelli esplicativi, mostre fotografiche e di stampe antiche –spiegano i membri del Comitato Scientifico- ci portano indietro nel passato fino alla scoperta di un allestimento costiero che risale all’Età del Bronzo e del Ferro, messo in luce dalle indagini statigrafiche effettuate dalla Soprintendenza Archeologica della Toscana, così come sono evidenziate il complesso delle fortificazioni medievali e la struttura sangallesca della fortezza rinascimentale”.
L’allestimento realizzato permette di percorrere alcuni viaggi nel passato, come quello che ci riporta sotto i bombardamenti di Livorno con illustrazioni che ci mostrano come fu distrutta la Fortezza, mentre un fedele effetto audio riproduce il rumore dei bombardieri che si accanirono su questa parte della città; una riproduzione così fedele che alcuni visitatori ne restano un po’ turbati e impressionati. Continuando nel buio il suggestivo percorso, si incontra il molo che ci riporta di colpo alla luce del sole e ci mostra da dove un tempo partivano e arrivavano i battelli con le merci, mentre oggi da qui potete imbarcarvi per il Giro dei Fossi. Ancora più avanti luci ed ombre ci fanno fare la conoscenza della famiglia Medici, infatti, possiamo ammirare i ritratti di Cosimo con la sua regale corona, di Francesco il principe triste, di Fernando, quello che siamo abituati a vedere in mezzo ai 4 mori tenuti alla catena e la di lui moglie Cristina di Lorena. Questi grandi ritratti, posti su leggere tele che il vento fa svolazzare, insieme alla luce proiettata ad effetto ci creano un’atmosfera un po’ misteriosa, ed infatti, molto simpaticamente gli organizzatori chiamano questi ritratti: ‘i fantasmi dei Medici’.
Non voglio svelarvi altri segreti perché la Fortezza va scoperta angolo dopo angolo, pietra dopo pietra e l’allestimento ha proprio lo scopo di accompagnare ed aiutare il visitatore in questo viaggio.
L’inaugurazione dell’allestimento è stata anche l’occasione per presentare una nuova collana edita da De Batte che vuol ripercorre la storia di Livorno attraverso i suoi luoghi più importanti, e proprio alla Fortezza Vecchia è dedicato il primo volume, seguito da altri due sull’Accademia Navale e sul Cantiere Navale. Naturalmente si tratta solo delle prime uscite, la collana curata da Olimpia Vaccari ha in serbo altre pubblicazioni, che come ci spiega: “Vogliono avere un carattere divulgativo, capace di raccontare la città ad un pubblico molto vasto”. Dunque buon viaggio nel passato e ricordatevi di lasciar parlare lei, la protagonista della nostra storia: la Fortezza Vecchia.

 
Venerdì 21 aprile

Mancano poche ore all’inaugurazione del 23° Trofeo Accademia Navale Città di Livorno.

La più importante regata del Mediterraneo e le sue attività collaterali.

 

 Ci ha fatto molto piacere scoprire che il Tan ha anche un suo aspetto sociale. Non si tratta di una totale innovazione legata all’edizione di quest’anno, ma sicuramente il 23° Trofeo Accademia Navale Città di Livorno ha dato una maggiore incisività a quest’aspetto. Infatti, da sempre gli organizzatori hanno dedicato gare a non vedenti e disabili, ma questa volta hanno voluto fare di più destinando parte del ricavato della manifestazione a due diversi scopi: una parte per l’adozione a distanza di 3 o 4 bambini e l’altra per aiutare l’associazione Arpa presieduta dal prof. Mosca che si occupa della formazione di personale medico e paramedico dei paesi in via di sviluppo. E’ stato l’Ammiraglio Cristiano Bettini, comandante dell’Accademia Navale di Livorno a voler sottolineare tale aspetto: “Ci è sembrato importante supportare queste attività sportive con un valore educativo, perché ai ragazzi che partecipano a questa regata possa rimanere un significato in più”.

Il Trofeo nacque nel 1982 per celebrare il centenario dell’Accademia, ripreso poi nell’84 è diventato, anno dopo anno, la più grande regata del Mediterraneo. Alle gare in mare è sempre stato affiancato il Villaggio della Vela, che da terra crea un ponte fra i regatanti e i visitatori. Il Villaggio è animato da numerosi espositori ed altrettante molteplici iniziative.

Sport, cultura e divertimento si intrecceranno dal 22 aprile al 1° maggio facendo diventare Livorno una città di richiamo anche per numerosi turisti.

Elencare tutte le iniziative è cosa veramente lunga, quindi vi rimandiamo al programma che giornalmente vi segnaleremo, ma non possiamo comunque esimerci dal ricordarvi alcune cose di particolare interesse. Chi ha dei bambini non potrà perdersi lo stand di Topolino con animatori che intratterranno i giovanissimi in attività ludiche. Ma Topolino partecipa anche alle regate con il ‘Trofeo Topolino Vela’ con tantissimi giovani atleti provenienti da diverse regioni italiane, che si contenderanno il trofeo Topolino. Un modo simpatico per avvicinare i giovani a questo sport che mette in diretto contatto con il mare e il suo ambiente naturale.

Dallo sport passiamo alla cultura per ricordarvi la Mostra Istituzionale della Marina che sarà allestita all’Andata degli Anelli, dove saranno esposti modelli statici di navi, sommergibili, aerei da elicottero e riproduzioni fedeli degli attuali mezzi usati dalla Marina. Altra importante mostra quella dedicata al Navimodellismo statico e dinamico.

La regina della festa sarà la Fortezza Vecchia, uno dei monumenti più antichi della città che, lo ricordiamo, quest’anno compie 400 anni dalla sua fondazione. Questo bellissimo monumento negli ultimi tempi è stato restituito ai livornesi grazie all’organizzazione di incontri e manifestazioni al suo interno. In quest’occasione la Fortezza si presenta con la sua storia, che sarà ripercorribile grazie ad una mostra che propone alcuni percorsi dotati di allestimenti che ne valorizzeranno gli aspetti più significativi.

Vogliamo anche citare il Galà del Trofeo che si svolgerà al Teatro Goldoni venerdì 28 alle ore 21 con un concerto al pianoforte di Amedeo Salvato.

Da questi pochi accenni potete capire la grande portata di questo Trofeo e delle sue innumerevoli iniziative. Noi ne seguiremo alcune, cercando di fermare la nostra attenzione su alcuni aspetti particolari, che speriamo siano di vostro interesse. In questi giorni molti organi di informazioni si occuperanno dell’evento sommergendovi di notizie e commenti, noi vogliamo provare a fare qualcosa di diverso, più legato a manidistrega; oltre naturalmente a fornire le informazioni di servizio come il programma giornaliero, tenteremo di guardare il Trofeo dalla nostra prospettiva di genere, dunque non potrà mancare un’intervista all’equipaggio tutto femminile ed un’attenzione particolare all’aspetto sociale e culturale, ma non dimenticatevi di divertivi, perché il Tan resta comunque prevalentemente una manifestazione sportiva dove è giusto soprattutto svagarsi.

 

 

 
 
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