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10/03/2010 - MANIDISTREGA
- “Guerra e cucina-diario di Margherita e briciole di Emma”, a Livorno in occasione della festa della donna
di Sandra Mazzinghi, Stefania D'Echabur, Margherita Dalle Vacche e altre...
“ Il tempo delle donne
è il tema dell’otto marzo 2010: in questo ambito si può ripercorrere il tempo femminile anche dal punto di vista della memoria, del ricordo, per andare verso un diverso orientamento della figura della donna nella storia.
Al tavolo della Sala Consiliare del Palazzo Granducale di Livorno per presentare il libro “Guerra e Cucina”,
la coautrice, Margherita Dalle Vacche, Laura Bandini, Presidente dell’Istituto Storico Resistenza, l’Assessore Provinciale alle Pari Opportunità, Laura Marconcini, e Marzino Macchi, Segretario del Comitato per la promozione dei valori Risorgimentali
Dopo la visione del video “Il risorgimento delle donne”, ha preso la parola Laura Bandini che, con la maestria che sempre la contraddistingue, ha condotto la visione femminile dal periodo risorgimentale al periodo della seconda guerra mondiale, introducendo così il libro di Margherita. Con parole semplici, dirette ed efficaci ha ricordato quanto le donne hanno sofferto in questo periodo bellico, anche solamente per questioni essenziali, quali l’igiene, il dover fare i bisogni in un rifugio, mentre le bombe impietose percuotevano l’esterno, gli oggetti cari da proteggere, pennellate di essenzialità che facevano da contorno alla paura della morte che sempre, ininterrottamente, le accompagnava. Ha messo in luce dunque la forza di queste donne come la nonna di Margherita Dalle Vacche, che, scampata alla guerra, è morta poco dopo per una malattia.
E poi è giunta la parola alla coautrice, che visibilmente commossa, ha raccontato ai numerosi presenti, che hanno sfidato una neve inattesa e insolita per Livorno, per presenziare a questo evento letterario, la genesi del libro, con sensazioni raccontate senza pudori, emozionata comprensibilmente per il fatto che, con questo progetto, presentato nei festeggiamenti della donna, la nonna Margherita e la madre Emma, che erano presenti spiritualmente fra di noi, in questa sala dove hanno ripreso la forza e vigore attraverso i suoi racconti. Quella forza che era già venuta fuori dal libro, dal manoscritto della nonna, del quale nessuna parola è stata cambiata, e dalle ricette di Emma, che oltre ad essere una grande cuoca era anche una donna dalle mille potenzialità, come quella dello scrivere. E dalle sue poesie, dai suoi pensieri che Laura Bandini ci ha regalato in lettura prima di passare la parola all’Assessore Laura Marconcini, è arrivato al pubblico un momento di vivace suggestione.”
Sandra Mazzinghi (Sandra ha scritto qualche nota personale sull’incontro anche sul suo blog, e ha scelto un titolo molto suggestivo, La Margherita che ha sfidato la neve.)
“L'invito da parte di Sandra Mazzinghi alla presentazione del libro di
Margherita Dalle Vacche.
L'entusiasmo col quale Sandra me ne ha parlato, mi ha dato la spinta di
recarmi al Palazzo della Provincia nonostante un pomeriggio a dir poco
ostico. Vento a raffica. Neve. Zero gradi. Direi che ne valeva la pena, era
come se in quella stanza fosse Primavera. La rinascita.
Un titolo semplice ma accattivante: "Guerra e Cucina". La storia di tre
donne: nonna, figlia, nipote.
La prima: un diario scritto tra il 1944 e 1945.
La seconda: una madre come tante, che cucina, fa il bucato, pensa a crescere
i figli. Nel cassetto custodisce poesie scritte da lei e ricette.
La terza: la figlia che alla morte della madre scopre il diario della nonna,
che la madre custodiva segretamente.
Attraverso le pagine di quel diario, la figlia Margherita, che ha lo stesso
nome della nonna, percepisce il cammino di vita della madre. Le vibrazioni
che hanno accompagnato la sua infanzia. Tra queste la paura. La paura che ha
vissuto attraverso la guerra, dove il nucleo, la famiglia, per lei sono
state la realizzazione della propria esistenza, tralasciando un bagaglio
culturale... che agli occhi della figlia sembrava una sconfitta.
Durante la presentazione di questo libro, ho avvertito una struggente
commozione. Una punta di sana invidia nei confronti della scrittrice che è
riuscita a chiudere un cerchio di tre donne. Tutte di spessore emotivo e
culturale, anche se ognuna di loro ha intrapreso sentieri diversi.
Attraverso la morte della madre, Margherita, ha ritrovato, grazie a questo
diario della nonna inaspettato, l'anello di congiunzione di queste tre vite
di donna.
Il dolore più grande è stato trasformato dalla scrittrice, come l'evento più
naturale che accomuna molti di noi, trasformandolo in un libro.
Un libro di "C'era una volta", la fiaba che ogni bimba porta nel cuore. Emma
l'ha narrata a Margherita... anche se non c'era più materialmente. Che bel
regalo!
Un grazie a Margherita Dalle Vacche che l'ha voluta condividere con noi.”
Stefania D'Echabur
“Scrivo poche righe solo per ringraziare, ringraziare tutte e tutti gli amici che hanno veramente sfidato la neve per venire a Palazzo Granducale a sentir parlare del mio piccolo libro. Sembra quasi impensabile “indovinare” una giornata pessima così, eppure tanti amici sono venuti lo stesso: GRAZIE!
E grazie speciale alla Prof.ssa Laura Bandini per aver apprezzato il mio lavoro e avermi aiutato ad organizzare questa presentazione, così come anche all’Assessora Provinciale Laura Marconcini, e a Caterina Tocchini e Daniela Bartalucci, che tanto hanno fatto per organizzare la giornata.
E devo dire che mi è piaciuto moltissimo anche il video sulle donne del Rinascimento presentato ad inizio dell’incontro: ben realizzato ma soprattutto interessante e convolgente!
È vero: quando poi è toccato a me parlare ero emozionata! Ed è per me anche adesso, qui, estremamente difficile parlare del libro che ho scritto, anzi, che ho composto con gli scritti soprattutto della mia nonna, Margherita, e della mia mamma, Emma.
Per questo, dopo i due scritti che mi hanno preceduto (grazie Sandra!, grazie Stefania!), desidero qui, come ho fatto anche martedì davanti a chi è riuscito a venire, proporvi alcuni commenti di amiche che hanno letto il libro e hanno voluto condividere con me il loro giudizio.
Chiara
“È un libro in verità che una mamma legge con estrema difficoltà (quando
uccidono il cane ho pianto), se non avessi avuto mia figlia probabilmente non
avrei colto alcuni aspetti dell'intera faccenda.
La guerra raccontata senza ideologie, la guerra come male assoluto vista con
gli occhi di una madre preoccupata di conservare, tra le macerie, la marmellata
per la colazione della figlia...
Perdono tutto, eppure l'unica cosa che rimpiange Margherita è la bicicletta
requisita ad Emma... E poi da giovane ti sei meravigliata che tua madre
avesse deciso di mollare tutto per dedicarsi alla famiglia! In realtà non ha
rinunciato a niente, ha solo coltivato l'unica cosa veramente importante nella
vita di una persona: gli affetti. Siamo noi sbagliate ad affannarci per
dimostrare quanto valiamo. Il tuo libro andrebbe fatto leggere nelle scuole,
andrebbe dato a tante donne che forse potrebbero recuperare il senso di sè.”
Annalisa
… la veste grafica del tuo libro è particolarmente accattivante: le dimensioni di un quaderno, il colore caldo, il corsivo inglese del titolo e il confronto fra il testo di guerra e la ricetta con la grafica di Manidistrega fanno pensare già guardando la copertina al ponte che hai voluto creare fra presente e passato.
Hai fatto benissimo a lasciare intatto senza correzioni il diario di tua nonna, perché lo stile di scrittura è così semplice e fresco che sembra proprio di ascoltare il racconto di una persona viva, seduti davanti al fuoco. Sono sempre stata affascinata dai racconti del nostro recente passato, visti con gli occhi di chi la storia la subisce e non la fa, e questo tuo tendere un filo fra tre donne con vite tanto diverse è davvero ammirevole.
Quanto dolore, quanto orrore trapela dal diario! Cinque mesi ammassati in un rifugio sotterraneo (e che fortuna averlo!) terrorizzati da bombardamenti continui, con la consapevolezza di aver perso tutto e di poter perdere la vita sotto il prossimo crollo. Eppure non c'è odio nel diario, ma solidarietà fra derelitti e condivisione di quel poco-nulla rimasto. E che destino, tua nonna, sopravvivere a questo orrore per morire pochi mesi dopo.
Peccato che tua mamma non abbia scritto di quel periodo, ma forse ha volutamente rimosso. Immagina lo sperdimento nella mente di una bambina che viveva da privilegiata (la sua bella bicicletta!) e si trova a doversi confrontare così giovane con l'orrore e il terrore della guerra. Forse è rimasto qualcosa nelle sue poesie: "Ruderi/alti nel cielo/grigi di muto dolore/stanno/come fantasmi minacciosi/al delirio degli uomini" , tutte venate di malinconia. Malinconica, ma anche ironica, la bella Emma (come le assomigli!): i suoi raccontini con consiglio finale mi hanno messo di buonumore.”
Miriam
“Sento proprio il desiderio di dedicare due righe di ammirazione al libro che ho quasi concluso di leggere. Non immaginavo che dietro ad un bravo medico, fantasiosa grafica e moderna imprenditrice, ci fosse anche la scrittrice. Sinceramente scrivi proprio bene e penso di avere una certa cognizione per dirlo.
Scrivi con cuore ma senza retorica, scrivi di memorie ma senza invadenza, scrivi di sentimenti ma con un pudore misurato.
Queste le tue qualità.
Per quello che riguarda il libro, un pensiero di gratitudine alla tua volontà di pubblicarlo, svelando la vita di Margherita, ma soprattutto (e mi ha emozionato) quella di Emma. Credimi ho forse capito più della guerra da quelle pagine di diario che da tante altre cronache lette o studiate, o da film visti.
Mi sono sentita addosso la polvere delle macerie, la paura delle persone, ma anche la forza della vita ...
Penso quanto ti sarà costato scrivere della morte di Emma, credo che forse potrà essere stato un modo per meglio elaborare il grande dolore del lutto per una donna, tua madre, che mi sento onorata di conoscere anch’io oggi un po’, come tutti coloro che spero leggeranno “Guerra e cucina”.
Quanto siano grandi le donne, noi donne, lo si capisce dal valore immenso che riescono a dare anche attraverso le briciole!”
Sandra
“Avevo due ore per stare su una panchina sul mare a fare la lucertola con il tuo libro in mano.
E l'ho iniziato e l'ho finito, un'ora e mezzo circa. Sai che non riuscivo ad alzarmi per andare via? Mi ballavano intorno con il mare davanti la tua splendida nonna e la tua bellissima mamma... Mi dispiaceva alzarmi e andare via e lasciarle lì. Mi sono entrate nel cuore, è stata durissima staccarmi dalla storia...
Sono state donne belle, la tua nonna, di cui si parla di più, come le donne di quell'epoca, così coraggiosa, forte, la storia della bici che era andata a chiederla indietro!
E' un bellissimo libro, una bella testimonianza, due donne che hai fatto rivivere!”
Leggete anche, cliccando qui, la recensione della giornalista Chiara Cini.
Concludo invitandovi a guardare, se volete, le foto dell’incontro cliccando sulla piccola immagine sotto.!”
Margherita
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