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14/03/2009 - COSTUMI E SOCIETA
- Gli Stati Generali delle Pari Opportunità a Livorno
di Antonella De Vito
Sul depliant di invito è riportata una frase di Shirin Ebadi, avvocata iraniana e Premio Nobel per la Pace 2003 che recita: “Le donne sono un solo popolo disseminato ovunque nel mondo. Hanno problemi uguali che attraversano e travalicano religioni, costumi, culture. La violenza è il problema”. Un bel modo per introdurre la giornata che la Provincia di Livorno, il Comune di Livorno e la Regione Toscana hanno voluto dedicare alle Pari Opportunità con i suoi Stati Generali.
Un appuntamento che ha visto la partecipazione di moltissime donne che hanno riportato le loro esperienze in campo lavorativo, sociale e negli Enti locali. La parola, naturalmente, è stata data anche agli uomini che hanno riferito il loro lavoro a favore delle pari opportunità, come il vicepresidente della regione Federico Gelli, Gianfranco Simoncini assessore regionale alla Formazione e al Lavoro, e Ringo Anselmi assessore provinciale con la stessa delega. Una giornata voluta dalla Regione che ha però lasciato un po’ di amaro in bocca perché i relatori fiorentini, presi da mille impegni, hanno lasciato l’incontro dopo i loro interventi, senza aspettare che i rappresentanti della realtà livornese esprimessero le loro idee e il loro lavoro. Una giusta critica espressa dalla vice presidenta della provincia Laura Bandini e appoggiata da tutte le presenti.
Su una cosa tutti si sono trovati in accordo: le pari opportunità non sono ancora state realizzate, e il lavoro da fare è ancora molto lungo. Donne discriminate in campo lavorativo, in famiglia, nella vita sociale, donne vittime di ingiustizie e di violenze, insomma donne che non hanno le stesse opportunità degli uomini in ogni aspetto della loro vita.
Importante è sensibilizzare a queste problematiche le stesse donne, spesso ignare di avere dei diritti, delle tutele, all’oscuro delle possibilità che le vengono offerte per uscire da situazioni spesso difficili.
La Comunità Europea ha richiamato gli stati membri affinché entro il 2010 questa disparità possa essere ridotta. Un obiettivo difficile sul quale occorre lavorare molto. “Nel mondo del lavoro –ha sottolineato Federico Gelli- c’è molta differenza fra uomini e donne a partire dal reddito, soprattutto nei lavori meno specializzati con stipendi bassi. In questi casi le donne si scoraggiano e decidono che è più conveniente occuparsi dei figli piuttosto che lavorare”. La Regione ha promosso iniziative e sta lavorando ad una legislazione che possa tutelare le donne: “Tutti i nostri progetti – ha continuato Gelli- hanno visto l’inserimento del concetto delle Pari Opportunità, abbiamo dato una risposta a 400 precari assumendoli, stiamo cercando di realizzare un asilo aziendale. Speriamo che queste iniziative servano anche da esempio per gli altri Enti locali della Toscana”. I tempi affrontati naturalmente hanno poi spaziato sulle violenze alle donne e sulla partecipazione politica, dove la disparità è enorme.
Ogni donna ha dato il suo contributo, come Chiara Grassi Presidente della Commissione Pari Opportunità regionale con il suo appassionato quadro generale delle discriminazione o Marina Capponi consigliera di Parità della regione con uno sguardo specifico sul mondo del lavoro. Ma l’intervento che più ha emozionato è stata quello di Osmanna Benetti Benifei che ha riportato la sua esperienza di partigiana e ha ricordato le battaglie che le donne hanno fatto durante e dopo la guerra, con un entusiasmo ed una passione che ha contagiato tutte le presenti, fino a farne commuovere alcune. Un grande esempio quello di Osmanna, ed un grande incitamento a non arrendersi perché l’obiettivo è ancora molto lontano, anzi, in alcuni casi rischiamo di tornare indietro sulle conquiste che credevamo ormai raggiunte.
Potete immaginare la gioia per essere state invitate come Mandistrega fra i relatori dell’incontro e l’emozione di sentirsi parte di un progetto che mira a realizzare le vere Pari Opportunità nella vita di tutti i giorni. Così Margherita Dalle Vacche ha raccontato l’esperienza del portale manidistrega.it che ha raccolto negli anni una comunità di donne che, come dice l’avvocata iraniana Shirin Ebadi, hanno problemi uguali sui quali confrontarsi al di là della loro origine. Un portale che ha dato un contributo a tanti dibattiti, ma anche a tanti contatti che dalla rete si sono riversati nel quotidiano e sono diventati solidarietà anche concreta.
(Potete consultare l’elenco completo dei relatori e il programma della giornata cliccando qui e invece tutte le foto che abbiamo scattato cliccando qui)
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