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12/02/2009 - SALUTE
- Isterie
di Ivana Nannini
Sydenham ( 1624-1689) aveva definito l’isteria come una malattia proteiforme, così che poteva prendere la forma di tutte le altre malattie: “.. c’est un caméleon qui varie sans fin ses couleurs…”( Sydenham-oeuvres completes- dissertaion en forme de lettre à Guillaume-1882). Dunque era particolarmente difficile cogliere una coerenza nella malattia isteria, come non cadere in errore ? Cause della malattia sarebbero state sia cause interne al corpo colpito, che cause esterne, come “ agitazioni dell’anima “, passioni. Così tosse, vomiti, tremori,emicrania,crisi dolorose addominali,contratture, ma anche turbe dell’anima : sarebbe stato uno scatenarsi di vapori, che avrebbero invaso i tessuti ed il corpo d elle donne isteriche, a partire anche dal fatto che la donna era pensata come dotata di un corpo differente, anche come tessuti, più “ molli “ e dunque preda più facile dei vapori stessi. Sydenhan paragonava l’isteria all’ipocondria, la prima specialmente femminile, la seconda specialmente maschile.
Di fatto l’isteria sarà poi osservata anche come maschile.
Tuttavia , le osservazioni di Sydennhan , rinviano alla questione delle relazioni mente-corpo , ed alla concezione della malattia.
I sottili rapporti fra alterazione organica e alterazione mentale, saranno assai indagati in psichiatria, con le ricerche anatomo-patologiche, che cercavano quel nesso, sulla scia delle considerazioni di Griesinger ( scuola tedesca ) e di Pinel ed Esquirol ( scuola francese ). Le diverse teorie etiologiche , divise fra somatiche e psichiche, approdarono poi, grazie anche al valore attribuito alla suggestione, ad una progressiva affermazione della teoria psichica, e nel 1892 Freud scriveva sull’attacco isterico.
Prima si era assistito a tutta una serie di tentativi di localizzare i vapori e la sede della malattia-isteria, con movimenti ascendenti / discendenti, dall’utero al cervello, diversi nei differenti periodi storici : per Pinel si trattava di sede bassa, uterina, per Georget sarà invece il cervello individuato come sede, anche se la terapia sarà specialmente di sopprimere l’astinenza sessuale.
Charcot, cui da sempre l’isteria-malattia viene associata, si era trovato abbastanza per caso a lavorare in un reparto di epilettiche, insieme alle quali erano ricoverate anche giovani donne isteriche. E’ a questo neurologo che si deve la scomparsa delle streghe , diciamo così, e l’ingresso nella scienza e della modernità, dell’isteria e delle isteriche.
Charcot cercò anche si proporre come significative , le ovaie, più dell’utero, in quanto le sue osservazioni l’avrebbero confermato, senza contare che continuare a pensare l’utero come sede, faceva dell’isteria una malattia lubrica, un’affezione vergognosa, e delle isteriche , oggetto di disgusto . La sua idea piacque ad alcuni alienisti americani che fecero esperimenti di ovariectomia, con grande sdegno dello stesso Charcot.
Egli parlerà d’”isteria locale “, come nel caso dell’emianestesia, ma analizzerà specialmente le manifestazioni della “grande isteria “, di cui considererà le fasi : aura, attacco, fase clonica o clownesca, fase di risoluzione.
Queste fasi presentano una somiglianza con le crisi epilettiche, da cui una unità epilessia-isteria, come isteroepilessia. Tuttavia, non sfuggì di certo all’alienista- neurologo, la componente affettiva delle crisi , così che studia l’anestesia ed effettua delle sperimentazioni, distinguendo fra isteria naturale ed isteria sperimentale.
In seguito al valore attribuito all’ipnosi , egli si spingerà ancora oltre.
Proprio nel periodo in cui Freud effettua il suo stage alla Salpetriére; Charcot osserverà una serie di casi di isteria , non più femminile, ma maschile, andando a definire “ l’isteria traumatica “, che diventa da quel momento l’equivalente della forma maschile, isteria maschile. In questa forma, come alcune storie cliniche gli confermerebbero, esisteva” una idea” che poteva restare latente per anni, come un parassita, per poi evidenziarsi all’occasione di un certo evento traumatico.
Con la morte di Charcot, l’isteria passa di moda, potremmo dire, fino a quando Freud non arriverà, forte dell’esperienza e delle stesse riflessioni di Charcot, a formulare la sua propria teoria.
Nel 893 Freud separa la grande varietà dei sintomi somatici isterici , dall’anatomia dei sistema nervoso, in quanto l’isteria si comporta come se l’anatomia non esistesse.
Nel 1870 Freud incontra Breuer , personalità brillante e affascinante, che lavorava all’Istituto di fisiologia di Brucke : fra i due si stabilisce una duratura amicizia e collaborazione.
Nel 1882, Breuer viene chiamato a curare la signorina Anna O.
Per Freud, risulterà rilevante il valore che l’avvenimento rappresentava per Anna, per Breuer lo stato del sistema nervoso, stato ipnoide.
Dunque , sistema nervoso o valore dell’affetto ? Freud osserva le resistenza al fatto che i ricordi diventino coscienti e “ scopre “ la rimozione e l’isteria da difesa.
Contemporaneo di Freud fu Janet, il quale in relazione all’isteria mise l’0accento sulla dissociazione e sulla doppia personalità; il termine di “ dissociazione della coscienza “ fu impiegato da entrambe. Janet creò anche la “ psicastenia “ dalla quale l’isteria doveva essere differenziata. Scriverà che “ la psicastenia non è, come l’isteria, una malattia della personalità.”( 1894). Nella psicastenia i soggetti perdono “ la funzione del reale “; e se nell’isteria prevale un calo della tensione psicologica, esso è rimpiazzato dalla dissociazione “ ( citazione da Trillat- Storia dell’isteria ). Di questa aveva sottolineato il valore anche Déjèrine, parlando dell’importanza dell’emozione nella dissociazione isterica.
Si erano anche individuate, specie a seguito del choc da guerra, alcune forme identificate come “ psicosi isteriche “.
A sua volta Falret chiamava l’ isteria follia morale, colpevolizzando l’isterica ingannatrice ed amorale, mentre Georget ne farà una malattia del cervello.
E Moreau de Tours mise in evidenza l’esistenza , nella “ follia neuropatica “, una forma di delirio che sarebbe stato alla base della follia isterica ( Trillat- Histoire de l’Hystérie ). Si trattava di uno stato oniroide. Questi deliri verranno in seguito ripresi e analizzati da Follin , che elaborò nel 1961, il concetto di psicosi isterica, che avrebbe avuto caratteri analoghi alla schizofrenia . Cercherà, Follin, di riconsegnare a queste forme , una precisa identità nosografica , facendo anche riferimento alle “isteria acuta “ di Breuer, ed al lavoro di Freud.
Hollander e Hirsch, in USA, pur ignorando Follin, cercheranno, nello stesso periodo, a loro volta di “costruire” e definire le psicosi isteriche.
Di fatto, è proprio con le isteriche, che ha inizio un’ articolata e complessa riflessione , fondata sulla molteplicità dei sintomi e le diverse ipotesi etiologiche; importante il ruolo che Foucault consegna all’isterica stessa, chiusa nelle strutture asilari, esibita e interrogata , perché dicesse la “ verità “ sulla sua propria follia, e dunque, sulla follia. Ma la menzognera isterica, che riusciva anche ad essere così detestabile, mise in crisi la scienza maschile, circa la questione della “ verità “.
Quale “ verità “ enunciava l’isterica negli interrogatori –esibizioni, se non quella della sua “militanza”?
Sicuramente l’isterica, più degli isterici, ha reso possibile una serie di “scoperte” e riflessioni, in cui mente e corpo si confermano non disgiungibili, portando alla luce dei meccanismi psicologici fondamentali, la cui importanza e ricchezza sintomatologica , non cessa di essere significativa, nonostante le vicissitudini dei DSM.
(Ivana Nannini, è medico psichiatra e psicoterapeuta)
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