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11/11/2008
- SALUTE - Globesity
di Giuseppina D’Urso

Dalla sintesi fra i due termini inglesi global e obesity è nato il neologismo globesity, comparso per la prima volta nel 2001, in un rapporto dell’OMS, Organizzazione mondiale della sanità. Il termine definiva una grave minaccia per la salute pubblica, provocata dall’eccessivo aumento di peso della popolazione mondiale. Infatti possiamo affermare ormai con certezza che la prevalenza e l’incidenza, cioè rispettivamente i casi già in atto e i casi nuovi per anno, dell’obesità hanno assunto le caratteristiche di un’epidemia esplosiva, in rapida crescita. Essa purtroppo riguarda tutte le età della vita, ma la preoccupazione maggiore è destata al fatto che investa in misura sempre maggiore l’infanzia e l’adolescenza, causando l’insorgenza precoce di malattie metaboliche, quali il diabete di tipo II, malattia un tempo sconosciuta in età pediatrica. Questo è il quadro generale, che riguarda praticamente quasi tutti i paesi del mondo, soprattutto quelli dell’Europa occidentale, Stati Uniti, Australia, Cina.

Qual è la situazione in Italia? I dati più recenti dicono che la percentuale dei soprappeso nel nostro paese oscilla dal 40 al 47% per i maschi e dal 25 al 34% per le femmine, a seconda delle regioni. Abbiamo invece una percentuale di obesi di circa il 10% sia per il sesso maschile che per quello femminile. I dati relativi all’obesità dunque sembrano più confortanti, soprattutto se li paragoniamo a quelli del Regno Unito (20%), dell’Australia (20%) e degli Stati Uniti (30%). Il dato italiano allarmante però che aggiungendo alla percentuale del sovrappeso (40%), quella dell’obesità (10%) deduce che la metà della popolazione italiana è in eccesso ponderale. Inoltre, altro dato che desta grande preoccupazione, l’obesità infantile è più diffusa in Italia che negli altri Paesi europei e addirittura negli Stati Uniti. Davvero molto grave, se si pensa che l’infanzia e l’adolescenza sono fasi decisive per lo sviluppo del tessuto adiposo e per il rischio di sviluppare obesità in età adulta. Si stima infatti che la metà dei bambini oggi in sovrappeso sarà costituita da adulti obesi e correrà un alto rischio di ammalarsi di patologie legate all’eccesso ponderale (diabete, malattie cardiovascolari, sindromi metaboliche, ecc.). Gli esperti dunque consigliano di prestare molta attenzione ai fattori di prevenzione dell’obesità infantile, quali l’allattamento materno prolungato, l’abitudine a stili di vita più sani, l’importanza dell’attività fisica quotidiana e soprattutto le scelte alimentari corrette che, anche in questa rubrica, abbiamo più volte illustrato. Fondamentali diventano in quest’ottica l’esempio degli adulti, l’educazione alimentare al quotidiano ed abbondante consumo di frutta e verdura, al consumo di una colazione ricca e bilanciata e ad una dieta povera di grassi e il più possibile variata.

(La Dott.ssa Giuseppina D’Urso è Biologo Nutrizionista e la trovate anche fra le Vetrine di Manidistrega )


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