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04/01/2008
- SALUTE - Donne, fumo e sport
di Daniela Becherini

Secondo recenti statistiche le donne si impegnano nello sport in numero decisamente minore rispetto agli uomini, ma tendono a fumare sicuramente di più: iniziano a fumare prima dei maschi coetanei e con maggiore facilità quelle con livello di istruzione più elevato.
Dunque la donna oggi cerca di essere sempre più bella,più giovane e in salute, ma in realtà va ad incrementare i fattori di rischio per la propria salute quando si muove poco e fuma molto o, ancora peggio, quando pratica sport e fuma.
Attività fisica e sport sono da tempo individuati come utili strumenti per un corretto stile di vita in ambito preventivo,per cui si parla comunemente di sport come sinonimo di salute e benessere . Il fumo è invece sottrazione di salute e benessere e il binomio sport-fumo diventa ricco di significato solo se inteso come strategia di intervento educativo nella lotta contro la dipendenza dal fumo.
Infatti l’effetto dei prodotti del tabacco sull’organismo e in particolare sull’apparato cardiocircolatorio e polmonare è,oltre che devastante, esattamente il contrario di quello prodotto dallo sport: la nicotina provoca aumento significativo del rischio cardiovascolare, mentre l’allenamento lo riduce,il monossido di carbonio riduce la disponibilità di ossigeno per l’emoglobina e l’elevazione cronica modesta della carbossiemoglobina da fumo è causa di sottili alterazioni della funzione cerebrale,mentre l’allenamento porta ad un incremento della destrezza e della concentrazione, Il fumo riduce la funzione respiratoria e la capacità di diffusione del polmone,cioè del passaggio dei gas respiratori dall’aria al sangue e viceversa,mentre l’allenamento migliora la ventilazione ,il rapporto ventilazione/diffusione e l’utilizzazione dell’ossigeno.
Nel valutare l’influenza della pratica sportiva sull’abitudine al fumo,è emerso che l’attività sportiva,tanto più è impegnativa,quanto più rappresenta un ostacolo a tale abitudine:negli atleti agonisti c’è probabilmente più consapevolezza dell’incompatibilità tra fumo e mantenimento dell’efficienza fisica e maggior rispetto per il proprio corpo. Coloro che praticano sport agonistico fumano comunque meno sia in % di fumatori abituali che saltuari,sia in termine di numero medio di sigarette fumate .Inoltre l’attività fisica non attenua i danni del tabacco,ma aiuta chi vuole smettere:lo sport ha lo stesso effetto dei mediatori del benessere e può essere utile per resistere alle crisi di astinenza.
Confrontando sportivi fumatori e non,si evince che il fumo è causa di minor rendimento sportivo, più si fuma,minore è la frequenza dell’esercizio che si riesce a fare, i fumatori abbandonano più facilmente e in maggior numero lo sport. In pratica in uno stesso tempo i fumatori percorrono una distanza inferiore ai non fumatori, i fumatori corrono più lentamente,per ogni sigaretta fumata il tempo per completare una corsa aumenta di 40 secondi, fumare 20 sigarette al giorno rende questi atleti più vecchi per capacità atletica di 12 anni.
Insomma il fumo altera negativamente la performance sportiva.
In particolare il fumo provoca riduzione della resistenza e della durata dell’attività nel footing, ciclismo, pattinaggio; aumento della fatica e della lentezza nella corsa, sci di fondo, nuoto; decremento dell’efficienza cardiaca, respiratoria, neurologica nel calcio, tennis, pallavolo, pallacanestro; barotraumi polmonari e riduzione della sicurezza negli sport subacquei; ipossia precoce nel volo libero.
Per concludere penso di poter affermare che“il fumo, al contrario dello sport, non si addice a uno stile di vita sano: non iniziare a fumare o smettere di farlo significa voler bene a noi stessi e a chi ci sta vicino”; dunque si allo sport, no al fumo.

(La Dr.Daniela Becherini, Medico, Specialista in Medicina dello Sport, è Responsabile della Unità Funzionale Medicina dello Sport, Usl 6, Livorno)


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