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18/06/2007
- SALUTE - Il diritto alla salute delle donne
Da "Univadis"

La medicina di genere prende posto nell'agenda politica italiana. Il Ministro della Salute, Livia Turco, ha insidiato la “Commissione salute della donna” con l’obiettivo di elaborare un Piano strategico intersettoriale per la promozione della salute psico-fisica delle donne e un approccio di genere della salute. La dottoressa Maura Cossutta, vice-presidente della Commissione, considera l’iniziativa una scelta innovativa e una rivoluzione per la struttura politica: “il diritto alla salute delle donne è il diritto forte che promuove e tutela tutti gli altri diritti, sociali, civili e politici”.

Dottoressa Cossutta, perché istituire una commissione per la salute della donna?

Diversamente dalle iniziative passate non si tratta di una commissione formale. La Ministra ha voluto istituire un gruppo di esperti il cui obiettivo principale sarà la preparazione della Prima Conferenza Nazionale sulla Salute delle donne. Si tratta di un evento inedito per i governi del nostro Paese, finora mai perseguito nonostante le raccomandazioni dell’Oms, delle conferenze internazionali sulla salute e quelle del Consiglio europeo. Con la Conferenza verrà aperto un Forum nazionale che raccoglierà tutte le associazioni e organizzazioni sia sociali che territoriali perché attorno a questo evento dovrebbe essere attivato un concerto di responsabilità non solo dei decisori politici ma anche quelli della società.

L’idea è quindi di coinvolgere diversi livelli istituzionali?

La finalità è proprio quella di elaborare il primo piano intersettoriale per la salute delle donne perché il diritto alla salute non riguarda solo le politiche sanitarie. Per la promozione della salute, bisogna quindi puntare alla intersettorialità. Infatti, per la prima volta, nella Commissione sono rappresentate oltre al Ministero della salute, le regioni e gli enti locali, anche i Ministeri delle pari opportunità, del lavoro, della famiglia, della istruzione e degli esteri. Il vero obiettivo strategico è il diritto alla salute delle donne perché garantire questo diritto vuol dire promuovere il diritto alla salute di tutta la popolazione.

Quindi il primo obiettivo della Ministra è il binomio “politica intersettoriale e salute di tutte le politiche”.

Si tratta di un elemento di grande innovazione per il nostro servizio sanitario nazionale che vuole introdurre il concetto della salute in tutte le politiche per incidere sui determinanti economico-sociali della salute.

Ci può spiegare meglio?

Incidere sui determinanti non solo perché è un compito essenziale per il Servizio sanitario nazionale ma anche perché la politica di tutte le politiche, sanitarie e non, si traduce sia in un’efficace politica di promozione della salute che di sostenibilità del sistema a medio e lungo termine. Ad esempio, incidere sugli stile di vita si traduce in una riduzione delle malattie croniche che a sua volta si traduce in una significativa riduzione dei costi sanitari e sociali. Non possiamo procedere pensando che le risorse siano infinite; dobbiamo introdurre innovazione, cioè agire sui determinanti della salute.

Nei tre anni di mandato cosa farà la “Commissione salute delle donne”?

Ci siamo divise in sette gruppi di lavoro (vedi box, ndr). Dovremo produrre delle linee-guide, compilare dei rapporti sullo stato di salute della popolazione femminile e sulla violenza contro le donne, approfondire diversi temi socio-sanitari con l’obiettivo di definire una progetto comunitario e uniforme per tutto il territorio nazionale che va dall’assistenza e della continuità assistenziale delle donne che hanno subito la violenza, alla prevenzione della violenza che comprende l’informazione rivolta ai giovani e l’educazione sessuale e sentimentale alla relazione e alla reciprocità nella relazione uomo-donna. Grandi temi che però devono essere coordinati a partire dal diritto alla salute delle donne che è un diritto forte e che come dice la Ministra coordina tutti gli altri diritti. È una rivoluzione per la struttura politica.

I gruppi di lavoro della Commissione per salute della donna
1. Conferenza nazionale sulla salute delle donne e piano settoriale.
2. Il percorso nascita: periodo preconcezionale, gravidanza, parto, puerperio.
3. Salute sessuale e riproduttiva.
4. Salute delle donne durante tutto l'arco della vita.
5. I tumori: prevenzione, diagnosi e terapia.
6. Approccio di genere alla salute.
7. La violenza contro le donne: prevenzione, servizi, formazione degli operatori socio-sanitari.
8. La ricerca sul tema e il 7PQ della Commissione europea.

(Visto su www.univadis.it)


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