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03/06/2007 - SALUTE
- Onoterapia e pedagogia clinica : ingredienti di un percorso di crescita
di Elisa Recce
Le opportunità di aiuto alla persona stanno subendo continui arricchimenti.
Nel 1966 IDOTEA di M. W. creando la dizione ‘onoterapia’ (dal greco onos- asino) ha aperto la strada ad una nuova branca della pet-terapy (terapia assistita dall’animale). Le attività di pet-terapy prendono forza e muovono il loro intervento esaltando la relazione tra l’essere umano e l’animale. All’interno di ogni dinamica relazionale l’aspetto emotivo ha una grande rilevanza essendo fattore che facilita o irrigidisce i rapporti e le relazioni. L’asino, grazie alle sue caratteristiche –taglia ridotta, pelo morbido, disponibile ed affettuoso- consente una esplorazione sensoriale notevole che inevitabilmente lascia una traccia emotiva che rafforza la relazione uomo-animale e predispone all’apertura ed alla relazione positiva. Aspetto fisico e tratti comportamentali dell’asino sono dunque il punto di forza di questa nuova opportunità educativa che si traduce in aiuto concreto alla persona di ogni età. Tenendo conto degli elementi che compongono l’onoterapia (asino, corpo, movimento, gioco, relazione asino-utente-operatore) questa strategia esalta le opportunità di crescita psico-fisica e si presta bene come supporto sia ad interventi riabilitativi che psico-pedagogici.
Molti sono i tratti del temperamento asinino che danno valore agli interventi: intelligenza e memoria, collaborazione ed obbedienza - che si accresce in relazione ad un costante addestramento-, pazienza ed umiltà - che cresce in relazione alla conoscenza che l’animale ha dell’addestratore e dell’ambiente nel quale è inserito- coraggio e prudenza, curiosità e socievolezza. L’onoterapia concorre allo sviluppo armonico della personalità, al potenziamento delle facoltà cognitive, degli aspetti motori, linguistici e comunicativi accrescendo l’autostima.
E’ un’opportunità di crescita sia per bambini che per adulti, abili e diversamente abili. La sensibilità e l’emotività ricettiva di ogni individuo, l’ausilio di una buona programmazione educativa e/o riabilitativa e la conoscenza dell’animale da parte dell’operatore permettono il raggiungimento di risultati incoraggianti.
Si sta sempre più affermando l’impiego degli asini nella pet-terapy.
L’asino diventa un importante strumento di mediazione terapeutica in sinergia con l’intervento di uno specialista, di una persona che sappia dare all’incontro un valore di aiuto, di sostegno, a favore di chi si trova in un momento di difficoltà psico-motoria o cognitivo- comportamentale.
Ha senso parlare di onoterapia come co- terapia, cioè come terapia integrativa rispetto a quella tradizionale.
Pur non essendo ancora riconosciuta come disciplina dalla comunità scientifica italiana l’onoterapia è diffusa e accreditata grazie al raggiungimento di effettivi risultati negli USA, in Francia, Gran Bretagna, Inghilterra e Svizzera. In Italia si sta avviando pian piano un processo di crescita e radicamento della terapia con l’asino grazie anche alle associazioni che lo valorizzano e tutelano, nel riconoscimento del suo valore storico-culturale e del rischio di estinzione che corre, promuovendo corsi di onoterapia e di conoscenza dell’asino. E’ certo, comunque, che il rapporto con l’animale ed il contesto naturale lascia traccia positiva ed è quindi largamente fruibile.
Dott. Elisa Recce
Con la preziosa collaborazione di Luisella Trameri
www.clinicalpedagogy.com
www.pedagogisticlinici.it
www.disturbi-alimentari.it
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