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24/11/2006
- PERSONE - Silvia De Maria in testa alle classifiche nazionali del tennis
di Antonella De Vito

Sono i suoi occhi che prima di ogni altra cosa parlano, trasmettendoti serenità, allegria e tanto ottimismo. Non è una cosa scontata perché Silvia De Maria che oggi ha 33 anni, da 9 anni è su una carrozzina a causa di un incidente stradale, ma questo non le ha certo tolto l’entusiasmo di vivere, anzi è capace di regalarne un po’ anche a chi le sta accanto. Silvia è sempre stata una sportiva ed attualmente è una grande tennista, seconda nella classifica nazionale, trentaseiesima in quella mondiale.

Cosa ti aspetti dal tennis?
“Nel 2008 parteciperò alle paralimpiadi che si svolgeranno a Pechino, e per allora voglio arrivare fra le prima 24 tenniste nella classifica mondiale. Poi si vedrà, è uno sport molto faticoso, mi alleno 2 o 3 ore tutti i giorni”.

Hai sempre giocato a tennis?
“Prima dell’incidente sciavo, nuotavo, mi arrampicavo. Dopo ho continuato a nuotare e a fare sci, ma dopo essermi rotta una spalla ho deciso di ripassare al tennis, che mi ha dato molte soddisfazioni”.

Spiegaci che cos’è la Sil
“Sport Insieme Livorno è un’associazione che si occupa di tutti gli sport che possono fare i disabili, è nata nel ’96 ed è stata fondata da Alessandro Franchi, Claudio Rigolo e Stefano Calamai. Io sono con loro da 5 anni con il tennis, anche se mi sono trasferita a Livorno da 4 anni”.

Anche il tuo lavoro è attinente con lo sport che pratichi.
“Sì, ma è stata una coincidenza fortuita, Declaton cercava personale e così mi sono presentata, inizialmente volevano mettermi alle casse perché si pensa che sia l’unica cosa per chi è sulla carrozzina, ma quando hanno saputo delle mie competenze sportive, mi hanno messo nel reparto del tennis, dove effettivamente posso seguire e consigliare molto bene i clienti grazie alla professionalità che mi viene dal praticare in prima persona il tennis”.

Che cosa ti piace di questo sport.
“Uno degli aspetti più belli riguarda la possibilità di viaggiare e conoscere tante persone e vedere come negli altri paesi è vissuta la disabilità, in alcuni, come quelli del nord Europa, sono molto più avanti. Comunque il viaggio che mi è piaciuto di più è stato in Brasile durante il mondiale, che fu organizzato veramente bene e dove la gente è molto simpatica”.

Come donna ti senti discriminata?
“No, la vera discriminante è nel fatto di essere in carrozzina. Siamo considerati uno sport minore, abbiamo meno spazio sui mezzi di comunicazione e il pubblico viene meno a vederci, anche se una partita a tennis con due giocatori in carrozzina ad alto livello è comunque bella da vedere, come le altre”.

Che tipo di difficoltà avete?
“Come associazione avremmo bisogno di un pulmino per le trasferte. Ci sono pochi sponsor e dobbiamo pagare tutto noi, ogni incontro fuori Livorno costa dai 300 ai 400 euro. Quando poi si arriva alle manifestazioni nazionali e mondiali allora il Cip, Comitato Italiano Paralimpico si fa carico delle spese. L’attuale presidente è appena stato nominato presidente della Federcalcio”.

Salutiamo Silvia, che durante la nostra chiacchierata ha saputo trasmetterci il suo entusiasmo, perché deve andare a Firenze a ritirare un premio, infatti, è stata scelta come atleta dell’anno dal Coni fiorentino, premio che lo scorso anno ha ricevuto anche dal Comune di Livorno”.

(Articolo concesso dalla rivista "Donne nello Sport")


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