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17/11/2005
- SALUTE - PERCORSI PER IL BENESSERE FEMMINILE: appunti sul primo incontro, al Centro Donna di Livorno
di Cristina Pelaia

Relatrici:
MARIA ANTONELLA GALANTI, GIOVANNA PAPUCCI, ALESSANDRA ATTURIO
Ansie della quotidianità e ansie patologiche: il disturbo di attacco di panico. Dimensione emozionale, empatia e relazionalità.

Durante la conferenza sono state affrontate tematiche su situazioni personali e di lavoro che riguardano gli stati di ansia con particolare riguardo all’aspetto femminile.

Ansia che deriva dal modo in cui le donne vivono, sempre di corsa, che rubano del tempo se stesse.

È’ maggiore la percentuale delle donne malate di disturbi d'ansia rispetto a quella degli uomini.

Non tutta l'ansia è negativa, in alcuni casi è necessaria, è un'attivazione fisica del nostro corpo per farci reagire ad alcune situazioni da affrontare.

L'ansia è l'ebbrezza della libertà, ci sarebbe una grande sicurezza della propria prigione se non ci fosse l'ansia.

Bisogna imparare a convivere con l’ansia e ad accettarla come una conseguenza normale della vita quotidiana.

Può accadere che di una cosa abbiamo tanta paura che la facciamo succedere prima.

L'ansia non dipende solo da noi, ma anche dal contesto esterno.

L'ansia e legata anche al fatto che noi donne ci siamo conquistate una maggiore libertà.

Ci veniva insegnata la cura per l'altro, ma quando questa diventa una impossibilità della cura per se stesse, non va bene.

C'è spesso un'ambiguità tra il bisogno di sicurezza e la voglia di sperimentare cose nuove.

Occorre trovare l'equilibrio tra libertà e sicurezza, che sembrano così opposte, per stare meglio possibile con noi stessi.

Con l'ansia da una parte c'è la consapevolezza di una reazione eccessiva e dall'altra c'è la sensazione di non riuscire a controllarla.

L'ansia invade sempre la sfera delle persone intorno.

Si può creare un’ansia per situazioni che non esistono, per un “pericolo senza nome”.

L’ansia parte dalla zona dell'addome, dalle viscere, dalle nostre profondità. Assume una dimensione fisica o corporale.

Sensazione del venir meno, di morte imminente, giramento di testa, vertigini, nausea, tachicardia, sudorazione, disorientamento, paura che ritorni.

Particolarmente interessante è stata la spiegazione della sensazione del vuoto e del pieno.

Quando siamo nel ventre materno, siamo nel pieno ed in questo stato non sentiamo bisogni.

Dopo saremo dominati dalla sensazione del vuoto e del pieno, il vuoto ci dà una sensazione di mancanza e ricerca del pieno e da vita alla creatività.

Ciò ci porta a ricercare in noi stessi e all'esterno ciò che ci manca e riusciamo così a sostituire l'immagine mentale con la realizzazione della realtà.

Si è parlato di ansia come un modo di vita e convivere con questo stato d'animo.

Consapevolizzarsi e superare il senso di ansia quando qualcuno ti genera un senso di colpa.

Vi è un’ansia creativa e un’ansia distruttiva

Occorre fare quest'operazione autoeducativa e dirsi: “E’ normale che io provi ansia”, la vera forza è nell’accettare le proprie debolezze.

Occorre avere indulgenza con se stessi.

L'ansia può essere generata da una pressione, da un conflitto tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere.

Oggi è dominante l’immagine della donna perfetta, siamo sommersi dalla pubblicità di un modello irraggiungibile, modello che trasmette specificamente l'ansia tra donna e donna.

L’aver partecipato a questo primo incontro su alcune tematiche riguardanti la donna ed alcuni aspetti del suo mondo mi porta ad invitarvi a partecipare ai prossimi due riguardanti “I disturbi alimentari” Giovedì 17 Novembre e “La cura di se e dell’altro” Giovedì 24 Novembre, che contribuiranno notevolmente ad ampliare le nostre conoscenze in materia data anche la chiarezza delle esposizioni .

(Trovate Cristina Pelaia anche nel suo sito web, www.vivitestesso.com).


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