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28/10/2005 - SALUTE
- Dal New England Journal of Medicine: FDA e salute femminile
A cura di Laura Tonon
“Science commits suicide when it adopt a creed”. Con questo aforisma di Thomas Henry Huxley, si aprono le pagine firmate da Susan Wood sull'ultimo numero del New England Journal of Medicine (20 ottobre 2005 http://content.nejm.org/current.shtml). Sono pagine piuttosto amare che scoprono la politica non evidence-based mostrata in più occasioni dalla Food and Drug Administration (FDA). Lo scorso 31 agosto, la Wood si era dimessa dalla carica di responsabile della commissione per la salute della donna della FDA per protestare contro la scelta dell'Agenzia di ritardare indefinitamente la decisione di rendere disponibile o meno la “pillola del giorno dopo” senza prescrizione medica. “ Anche in questa occasione, la FDA ha respinto le evidenze cliniche e scientifiche riportate dall'assemblea consultiva e dallo staff di professionisti " , ricorda l'ex-funzionario. E questa (in)decisione pregiudicherebbe la salute della donna limitando l'accesso a un farmaco che riduce le gravidanze indesiderate e gli aborti – quando invece, per costituzione, il primo obiettivo della FDA dovrebbe essere la salvaguardia della salute.
Per contestualizzare l'episodio, la Wood ripercorre le politiche e i programmi statunitensi per la salute della donna portati avanti statunitense dagli anni Settanta ad oggi: dal caso del talomide quale esempio storico del ruolo fondamentale della FDA nel controllo dell'uso di farmaci pericolosi per la donna in gravidanza, all'introduzione dei primi foglietti illustrativi nelle confezioni dei contraccettivi orali per rispondere alle richiesta dei consumatori di essere informati e all'inclusione delle donne in tutte le fasi dei trial clinici. In tema di salute della donna la FDA dispone di un commissione ad hoc che però non rientra ordinariamente nel processo di scelta dell'approvazione di un prodotto, sottolinea la Wood. “Di solito la commissione viene chiamata per consulenze e per dare una visione ampia sulla salute della donna”. Ma come nel recente “caso della pillola del giorno dopo”, non è sempre detto che la FDA si avvalga dei dati disponibili sulla efficacia e sicurezza dei prodotti né delle consulenze accreditate degli staff di professionisti e che scelga secondo le evidenze scientifiche. La Wood conclude augurandosi che con il nuovo direttore della FDA per la sicurezza dei farmaci (Gerald Dal Pan, ex-responsabile della divisione sorveglianza, ricerca e comunicazione della FDA, ndr ) cambi la politica decisionale dell'Agenzia riconoscendo alla scienza il ruolo di guida. “Scienziati e clinici che vi lavorano devono mantenere la propria indipendenza e credibilità: compromettendo questi valori e ignorando la conoscenza degli esperti, è stata più volte compromessa la salute delle donne e delle famiglie”, aggiunge la Wood, riconfermando le sue dimissioni dalla carica che deteneva alla FDA. …
(Tratto da www.univadisitalia.it di Lunedi, 24 Ottobre 2005)
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