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Questi sono alcuni libri letti
e consigliati da voi:
- Quattro stracci una rupia e una bambola di cartapesta
- di Felice Muolo - consigliato da Antonella De Vito - Un compito difficile quello che Felice Muolo ha deciso di affrontare, calandosi nei panni di una bambina indiana che viene adottata da una famiglia italiana. Cosa vedono i suoi occhi quando scende dall'aereo per incontrare i suoi nuovi genitori? Cosa prova il suo cuore quando pensa alla madre naturale mai conosciuta? Quali sono le nostalgie e i ricordi che conserva del suo paese natale? Quali sono le sue paure? E le sue speranze? “Quattro stracci una rupia e una bambola di cartapesta” è il titolo del romanzo di Felice Muolo che subito ci trasporta nel mondo dell'India più povera, dove i bambini non hanno i genitori e niente per vivere. Un'esistenza trascorsa in orfanotrofio che in poche ore di volo si trasforma a contatto con una nuova realtà. La bambina non ha grosse difficoltà ad adattarsi alla sua nuova famiglia che la circonda di affetto, ma le paure si affacciano continuamente nel suo cuore, il timore di essere rimandata in India, il terrore di non essere più amata. Per spiegarci i suoi turbamenti l'autore ricorre all'onirico, ad un sogno che sprofonda nell'incubo, ma che alla fine, grazie ad una rivelazione religiosa, risolve positivamente i timori della bambina. Ormai sicura di essere amata ed accettata dai suoi genitori, non sarà più tormentata dal suo passato e dal fantasma di essere rimandata indietro. Un tema, quello affrontato da Felice Muolo, molto attuale. Le adozioni internazionali sono in aumento e l'integrazione di questi bambini è un percorso che è necessario aiutare e supportare in un futuro sempre più multietnico dove speriamo sia possibile abbattere tutti i muri e le frontiere attuali. La speranza è che l'identità culturale diventi quella che ogni persona si costruisce intorno a sé, sulla base delle proprie esperienze e sia sempre rispettata in qualsiasi luogo e tempo. È proprio quello che Muolo con un linguaggi semplice e coinvolgente riesce a fare con il suo personaggio, lasciandoci una grande speranza per il futuro.
- Venuto al mondo
- di Margaret Mazzantini - consigliato da Letizia Del Bubba - Vi siete mai chieste, così, per scherzo, quale libro vi portereste via in caso di fuga improvvisa dalla
vostra casa, città, paese? Bè, questo è uno dei libri che metterei nel mio sacco, in simile situazione,
insieme a Ad un cerbiatto somiglia il mio amore, di D.Grossman e Memorie di Adriano della
Yourcenaur!
Un romanzo che trafigge la carne, le viscere, il cuore, la testa. Un grido d'amore. Amore tra un
uomo e una donna, così diversi e così vicini nella profondità dei loro corpi, amore per una
maternità negata dalla natura, amore per una terra martoriata dalla guerra, la Bosnia, amore per i/le
sopravvissute a quella follia, amore per gli amici, le persone, conosciute lì prima dell'orrore, amore
per un padre, così schivo e, insieme, così vicino coi suoi silenzi, amore per un figlio così desiderato
a tutti i costi, inconsapevole frutto di uno stupro etnico, amore per la vita, nonostante tutto, amore
per il mondo.
Il romanzo racconta di Gemma cinquantenne, che torna in Bosnia con suo figlio sedicenne, sulle
tracce del marito, morto in quel paese durante la guerra, dove aveva scelto di rimanere come
reporter. Un marito-ragazzo, mai a caccia di scoop ma di piccoli dettagli, come le pozzanghere della
sua Genova, che in genere, altri fotografi, tralasciano di fotografare. E da questo viaggio si dipana la
storia di questi amori ripercorrendo le tappe di una vita, quella di Gemma e Diego e di Gemma e
Pietro, dalla ex Jugoslavia, prima della guerra, a Roma e poi di nuovo in Bosnia. Ma non è solo una
storia personale, direi che è un romanzo epico, sulla nostra civiltà così “ammaccata”.
La scrittura della Mazzantini è essenziale, quasi scarna, mai una parola in più del necessario.
Proprio per questo scalfisce la nostra anima, rimane impressa come traccia scolpita nella pietra.
Grazie Margaret per aver scritto un tale libro.
- Una parte di me
- di Claudia Mazzoni - consigliato da Sandra Mazzinghi - Anche se la poesia non può mai ricondursi ad un significato univoco, vorrei provare comunque a incuriosirvi con qualche poesia di questa seconda raccolta di versi della poetessa Claudia Mazzoni. Una poesia significativa di questo libro è DONNA che esprime la delicatezza, la mancata intesa con la vita, elementi che fanno penare. Il mondo fa paura e c’è la fuga, fuga dalla realtà, dalla vita, ma soprattutto da se stessi. In tutte le poesie di Claudia Mazzoni c’è un’ansia febbrile per la vita, a volte mentre leggo i suoi versi e non li ho letti una volta sola, mi sembra di aver fretta di concludere per non far scendere le lacrime. I versi splendidi di un’altra poesia di quando in un certo senso c’è il perdono e ci si riconcilia con il bambino che è dentro di noi e che sai che facendoci pace andrai verso la serenità, quel bambino che è rimasto sprangato per troppo tempo è IL BAMBINO MAI NATO.
E un’altra bellissima poesia, IN QUESTA TERRA, che esprime la forza di una tradizione storica, millenaria di valori umani e religiosi, e l’essenza pur potente di Claudia, sembra desistere di fronte al bene più prezioso, la libertà. Una rassegnazione amara e triste, se Claudia non si aprisse nella conclusione ad una struggente speranza di PACE, chiedendo con semplicità e speranza a Dio di salvare l’umanità. E quanto è difficile capire il mondo, o anche soltanto chi ci è vicino, perché ti illudi di capire il mondo e poi non capisci le persone che hai accanto, quindi basterebbe capire soltanto loro, per approdare a se stessi. Questo pensiero lo troviamo nei versi di A CHI.
- Un tè al cimitero
- di Marta Ajò - consigliato da Francesca Padula - Il nuovo libro di Marta Ajò ci porta ad esplorare un mondo di emozioni intime e private, partendo dal descrivere la semplicità e complessità assieme delle persone che le hanno vissute. Persone comuni, persone speciali, persone con pregi, difetti, paure, emozioni, a volte anche miserevoli, ma sempre umane. Nello scorrere delle pagine, intervallate sempre da passi di pura poesia, in cui l'autrice descrive i paesaggi e sensazioni in modo che si riesce quasi a percepirne l'anima, gli umori e i profumi, il lettore viaggia attraversando stati d'animo, luoghi, paesi diversissimi tra loro e vive anche emozioni forti, pur nella naturalità in cui vengono presentati.Marta Ajò, che si dimostra in questo libro, abile conoscitrice del genere umano, di luoghi e costumi, ha miscelato quello che si prova, che si desidera e che non si vorrebbe mai sapere con sapienza, misura e amore per la vita, e non è cosa da tutti... Cliccate qui per maggiori informazioni.
- Pianoforte vendesi
- Andrea Vitali - consigliato da Sandra Mazzinghi - Una dolce, grande storia "dentro" la notte fredda e piovosa dell’Epifania dell’anno 1966. Uno sventurato ladro, detto "il Pianista" per via delle mani lunghe ed affusolate, che stonano col volto imbruttito da un naso adunco che diventa rosso appena beve un bicchiere, arriva a Bellano con lo scopo di approfittarsi della confusione della festa della vigilia per rubare qualcosa a qualcuno. Ma nevica, chi vuoi che esca con quel freddo la notte della Befana, la festa sta per svanire dai desideri dei grandi e dei bambini e il ladro tornerà nel suo paese senza neanche aver rubato magari neanche un portafogli o un orologio. Mentre cammina nelle strade del centro un cartello attaccato a una porta attira la sua attenzione: "Pianoforte vendesi". Il “Pianista” sa che non può rubare niente per le strade e allora decide di salire nell'appartamento in cui c'è il pianoforte in vendita che non può certo rubare, ma dove forse può trovare qualche altra cosa da portar via. Nella casa, con la porta aperta, una signora molto vecchia gli racconta il suo amore struggente per la musica e, appena nota le mani da pianista del ladro, lo invita a suonare.
E appena il Pianista inizia a suonare il racconto si trasforma in fiaba, arrivano pagine di magia, la colonna sonora creata dalle sue dita ci accompagna, con altri personaggi stregati dall’incantesimo di quella notte speciale. E a un certo punto ti chiedi se la signora anziana è la befana che mette il ladro davanti alla scelta di buone e cattive azioni, bianco e nero, come i tasti del pianoforte.
- Diario di melassa
- Mariagiovanna Luini - consigliato da Sandra Mazzinghi - Una casa squallida dove scrivere, dove Marcella fa affiorare ricordi e segreti: l’abuso sessuale, l’inadeguatezza di essere una bambina intelligente e brava che già a tre anni leggeva, il rapporto malato tra il cibo e il corpo, che non la fa sentire né anoressica né bulimica.
Il terzo romanzo di Mariagiovanna Luini tocca con profonda sensibilità argomenti molto intimi permettendo a chi legge di trovare spunti particolarmente interessanti. Ma, mentre la protagonista chiusa nel suo rifugio scrive, il cibo non entra in quella casa, si libera e si confessa, c’è la luce, la speranza. E poi la rinascita. Una costante attenzione al dolore nei libri della Luini, della sofferenza soprattutto femminile.
È un romanzo questo, che le donne apprezzeranno molto.
- Il secondo libro di Scyra
- Umberto Bartoli - consigliato da Emilio Guardavilla - Parlare de “Il secondo libro di Scyra” risulta facile e difficile allo stesso tempo. Facile perché questo è un romanzo che ha tutto quello che un romanzo dove avere per risultare piacevole anche per lettori abituati ed appassionati di altri generi letterari. Personaggi, tutti quanti ci tengo a precisare, con un nome e una caratterizzazione volutamente enigmatica ma solo ed esclusivamente per non tradire estrazioni geografiche e background culturali altrimenti riconoscibilissimi, no veri ma verosimili, come impone questo genere letterario nel suo codice, inventati ma plausibili nell’immaginario del lettore, di qualsiasi tipo di lettore. In questa atmosfera premeditatamente piatta e monotona Umberto Bartoli, nell’arco di pochissimi capitoli, crea un quadretto che incornicia vite semplici, normali alle quali il lettore si abitua inevitabilmente e rapidamente. Tanto inevitabile e rapido come è il trauma che lo coinvolge con l’episodio ad effetto, il colpo a sorpresa, una scossa di impatto emotivo notevole. Succede che uno dei personaggi principali scompare in circostanze misteriose e inizia così il travaglio di Scyra, nella sua ricerca fisica della persona amata così come di una ricerca interiore, mi sento di dire, sua propria, introspettiva e liberatoria nella sua apoteosi. Una trama che ora tralasciamo per ovvi motivi ma che mi sento di dover menzionare perché essenzialmente ben congegnata e che sembra altrettanto ben pianificata nei particolari. In questo romanzo abbiamo a che fare con una storia che non si dipana su una semiretta, come comunemente avviene; al contrario ha un andamento curvilineo, direi, non circolare sicuramente in quanto mai, sull’asse temporale, si ritorna ad un punto di partenza stabilito, ma che evidentemente si ripiega su se stessa per i motivi che il plot, quello che solo l’autore ha in mente, impone. In effetti, gli intrecci, pur seguendo questo andamento anomalo, se vogliamo, sembrano non subire quelle storture o forzature che il loro asse temporale segue. E qui va il primo plauso all’autore; un plauso perché riesce a far apparire cronologici, sequenziali e consequenziali avvenimenti che non lo sono affatto, annientando i gap temporali con descrizione didascaliche talmente naturali, talmente immediate ed efficaci nel loro intento che riescono a portare il lettere dove Umberto Bartoli ha deciso a priori, prendendolo inavvertitamente per mano e, senza fargliene rendere conto, e farlo trovare altrove nello spazio-tempo con una facilità estrema, impressionante ed in certi casi incredibile.
E qui viene il difficile: il difficile è proprio descrivere le descrizioni, mi sia perdonata questa figura retorica orrenda, le descrizioni che si incontrano numerose durante la lettura; quelle messe nero su bianco da Umberto Bartoli ma anche quelle evocate da ambientazioni azzeccate ed efficaci per questo intento. Quelle scandite da aggettivi qualificativi o avverbi ma anche quelle che si percepiscono con gli altri sensi, tra le righe di ogni capitolo.
Il mio invito alla lettura di questi due romanzi, il primo di Umberto Bartoli, il secondo, quello di Scyra che nasce e cresce all’interno del primo (comunque, se ne paga solo uno), vuol partire proprio da qui, da una trama che, grazie alle sapienti descrizioni fisiche e psicologiche degli accadimenti e dei loro protagonisti, riesce ad imprimere alla vicenda ritmi forsennati dove serve, blandi e cadenzati da pensieri profondi o superficiali quando necessari a riprendere fiato e riflettere più a fondo. Se tutto questo non è realistico . . .
- Gli ultimi occhi di mia madre
- Patrizia Patelli - consigliato da Sandra Mazzinghi - Non lo definirei romanzo, forse un diario. O forse un libro di memorie. Pensieri narrati da Patrizia Patelli con una forma metodica, come un dolce inventario, uno sgranare di rosario, come una preghiera che reciti e che ti conduce a un’inquietudine indefinibile che ti schiaccia il respiro. L’autrice racconta la sua storia con la madre, consegna alla parola il ricordo di chi l’ha partorita e svela tutto l’amore e tutto l’odio che ha provato che per lei ha provato, non mettendo da parte nulla: nella durezza esprime tutto, anche le cose più tremende come la descrizione della malattia che trasforma il corpo in un involucro puzzolente, fetido.
Affidando alla scrittura il suo dolore Patrizia Patelli ci rivela una deposizione drammatica da lei vissuta, descritta in prima persona ovviamente, ma che comunque arriva ai lettori come una frustata, e non puoi fare a meno di condividere, di dire talvolta “anch’io ho pensato questo di mia madre”.
Certo, sapendo che è una storia vera la percezione di tutti i fatti raccontati si amplifica molto, tanto che finisci il libro in un soffio di tempo, ma ti rimane un tenue gusto dolce-amaro. Dolce perché Patrizia amava quella mamma che a sua volta l’ha sempre amata a modo suo, nelle sue mille faccende e nella sua estenuante dedizione al lavoro. Amaro perché si tocca la sofferenza di Patrizia, si tocca quel travagliato rapporto in cui cercava solo un po’ di tempo con sua madre e non le cose che sua madre non le ha fatto mancare mai.
“Gli ultimi occhi di mia madre” è un libro bello, da leggere. E lo considero anche un canto di vittoria alla funzione terapeutica e liberatoria della scrittura.
Il blog di Patrizia Patelli è
www.patriziapatelli.com
- Il Principe Rambaldo da Bigné
- Margherita Staffa e Linda Grilli. - consigliato da Giusi D'Urso - Quando una mamma giocherellona e una figlia piena di ingegno e fantasia giocano insieme possono nascere dei piccoli grandi tesori. È quello che è accaduto a Linda Grilli e alla sua bimba Margherita Staffa, quando hanno scritto Il Principe Rambaldo da Bigné, un graziosissimo libro per bambini, godibile anche dagli adulti, edito da Felici Editore.
Ramabaldo, in quanto principe, viene chiamato ai suoi doveri, fra cui quello di fare la guerra. Ma le strategie belliche non rientrano nella sua natura dolce e mite. La sua passione, al contrario, rispecchia esattamente la sua indole: gli piace stare ai fornelli e fare della cucina il suo vero regno, pacifico e creativo. E chi l’ha detto che fare la guerra è un obbligo per un principe? Meglio mettere tutti d’accordo davanti ad una gustosa merenda. I suoi dolciumi fanno persino sbocciare l’amore nel cuore della golosa Fiammetta, figlia di un re guerrigliero che non perde occasione per fare la guerra ai regni vicini: “Fiammetta difatti era molto golosa e subito chiese di esser sua sposa”.
Ne Il principe Rambaldo da Bigné troviamo non solo le rime, la trama avvincente e l’invito a mangiare dolci sani e genuini fatti in casa, ma anche le bellissime illustrazioni di Valentina Canocchi, che lo rendono, se possibile, ancora più gradevole. Alla fine, il testo propone una piccola rubrica di ricette golose ed invita a visitare il blog www.favoleamerenda.net,
in cui trovare idee per la merenda e divertenti giochi per bambini. Un libro, dunque, da leggere e “gustare” in famiglia.
- Il paese delle maree
- Amitav Ghosh - consigliato da Letizia Del Bubba - Chi conosce già questo splendido autore indiano non avrà bisogno di molte presentazioni. La sua narrativa è ricca di storie intrecciate di vari personaggi, di caleidoscopi di paesaggi e situazioni che chi è stato in India può tranquillamente immaginare veder accadere per le strade delle affollate città e lungo i sentieri dei polverosi villaggi.
Qui siamo nell’immenso arcipelago dei Sundarban, fra il mare e le pianure del Bengala. Secondo la leggenda questo arcipelago è sorto il giorno in cui la treccia del dio Shiva si è disfatta e i suoi capelli bagnati si sono sciolti in un intricato groviglio. Migliaia di isole e isolette dichiarate oasi protette dal governo indiano. Ma centinaia di senza terra un tempo le occuparono arrivando da tutta l’India e ci costruirono le loro baracche creando una comunità che tentava di vivere secondo i principi di un “comunismo primitivo” molto solidale. Il sogno dello zio di Kanai, giovane ambizioso che vive e lavora a Bombay e che torna nell’arcipelago dopo la morte dello zio, avvenuta durante i disordini causati dall’esercito indiano per sgombrare i terreni occupati, a prendere un manoscritto lasciato in eredità appositamente a lui. Suo zio era professore, andato in pensione si recò lì e cercò di vivere “l’utopia”; sua moglie, donna concreta e intelligente, mise su con le donne del posto un centro di assistenza sociale e medica.
Kanai in viaggio per il Sundarban conosce Piya, giovane biologa emigrata negli Stati Uniti, in cerca di trovare i delfini di fiume, dati per scomparsi. Dopo varie vicissitudini scopriranno di avere in realtà molte cose in comune, e i loro occhi impareranno a guardare oltre la superficie e a vedere i dolori nascosti di entrambi.
Ma “eroe” del libro è Fokir, il pescatore che conosce ogni anfratto di quell’arcipelago e che farà da guida con la sua piccola barca, tra i mille canali a Piya e che, nonostante sia analfabeta, è l’unico a capire quanto importante il lavoro di questa giovane donna di città.
Durante un uragano violentissimo Fokir perderà la vita per difendere Piya che, dopo essere scesa nel baratro del dolore e del rimorso, organizzerà con la zia di Kanai altri luoghi di assistenza sociale in nome di Fokir.
Lo zio di kanai era un amante di Rilke, così tra le pagine così “indiane” che più “indiane” non si può… troverete molte citazioni del poeta tedesco fra qui questa, che io ho scritto sulla prima pagina del mio volume: “LA VITA NOSTRA TRASCORRE IN TRASFORMAZIONE”.
- Ipazia e la notte
- Caterina Contini - consigliato da Annalisa - e anche "Ipazia, scienziata alessandrina", di Adriano Petta e Antonino Colavito.
A causa di una fastidiosa influenza, ho avuto tempo per leggere due libri che vorrei consigliare. Entrambi parlano di Ipazia: scienziata, astronoma, filosofa, matematica alessandrina vissuta tra il IV° e il V° secolo dopo Cristo e ultima erede della scuola di Platone. Figlia dell'illustre matematico Teone, dedicò la sua vita alla scienza e allo studio delle stelle (progettò e realizzò un astrolabio), ma fu anche filosofa della tolleranza e del rispetto verso gli altri e si dedicò all'insegnamento e alla diffusione della cultura ellenica. Era molto saggia, molto amata e molto ascoltata. Ma erano anche momenti difficilissimi: il Cristianesimo si stava imponendo come religione ufficiale dell'Impero Romano, e al tempo vivevano quelli che ora sono considerati i “padri” della Chiesa (Agostino, Ambrogio, Cirillo), animati dal sacro desiderio di imporre la Verità.
Una donna (una donna!) che insegnava a guardare gli astri per conoscere sé stessi, che dispensava le sue conoscenze a chi volesse ascoltarla, che predicava la tolleranza nei confronti di qualsiasi religione era davvero troppo scomoda in quell' epoca di transizione fra paganesimo e cristianesimo. Fu accusata di stregoneria (é una vecchia storia-ndr-) torturata con violenza bestiale, e i suoi poveri resti furono bruciati fra l'immondizia. Sacrificata all'ideologia e al fanatismo, di lei non è rimasta che una flebile memoria. Una martire della Ragione, uccisa da una Religione che per i secoli seguenti ha considerato le donne alla stregua di creature sub-umane.
- Io, Sophie, alias Caterina II
- Maria Vittoria Morokovski - consigliato da l'autrice - una biografia della grande Caterina di Russia piena di spunti politici attualissimi, scritta come fosse un diario...
- Vagantes
- Ivana Nannini - consigliato da l'autrice - Questo librettino parla della criminalizzazione della differenza e della devianza, da intendersi come follia, vagabondaggio (con cui esplose la questione dei manicomi), come minori e adulti erranti.. e come donne “cadute in basso“ da rieducare in modo cattolicissimo.
Questa criminalizzazione iniziò col processo di massiccia igienizzazione sociale nella società risorgimentale, ma in fondo, non è mai cessato…
Infatti il volumetto si chiude con un capitoletto sui migranti clandestini, che la nostra legislazione considera in modo così particolare ( reato di clandestinità ): sono questi soggetti che hanno “sostituito“ la massa proletaria di un tempo, insieme ai precari, cassaintegrati, disoccupati di oggi. Vagantes alla ricerca di lavoro, assistenza e tutela sanitaria. Vagantes senza diritto a progettare una vita possibile.
- Carosello in San Rossore
- Francesca Petrucci - consigliato da l'autrice - Storie che hanno il sapore della genuinità, narrate con il ritmo vivace di un carosello, per una lettura ricreativa in cui non mancano spunti di riflessione. Sullo sfondo della splendida Tenuta di San Rossore si muovono i numerosi personaggi, umani e animali, protagonisti di questo vivace “carosello” di racconti. Al centro della narrazione Corto Maltese, cavallo maremmano dal carattere forte e dalla mole possente, con cui l’autrice ha condiviso dieci anni di frizzanti avventure, traendone indimenticabili “lezioni” non solo di equitazione, ma anche di vita. Narrate con un linguaggio parlato prettamente toscano, brioso e ammiccante, queste storie – tutte rigorosamente autentiche – hanno come leit-motiv l’amore profondo per la natura e per gli animali, con la convinzione che esso possa rappresentare una risposta autentica al caos della moderna quotidianità.
- Rue Des Bardes
- Roberto Cilia - consigliato da Luisella Brenda - un libro fortemente ispirato alla musica dei Litfiba: si tratta di un poemetto in rima in cui ogni capitolo ripercorre idealmente i temi e le atmosfere della musica della band italiana i Litfiba.
Un' avventura in bilico tra realtà ed incubo, dove l'immaginazione si fonde con la realtà apparente divenendo indistinguibile per l'occhio superficiale, tutto questo per inseguire una donna che porta il nome di Arte.
(Trovate altre info su www.zerph.it/ruedesbardes.htm)
- Narciso
- Francesco Capaldo - consigliato da Antonella De Vito -
È sempre difficile inquadrare i libri in un genere particolare, soprattutto quando nascono dal cuore come Narciso di Francesco Capaldo. Che il suo sia un atto d’amore verso la scrittura lo si capisce subito dalle prime pagine, quando il lettore viene condotto in un viaggio introspettivo, legato ai ricordi, al passato, verso una ricerca del proprio intimo. Francesco lo fa attraverso personaggi che naturalmente rispecchiano la sua giovane età, ma che servono da stimolo ad ogni lettore. Chi non ha ricordi, dolori, ma anche gioie da ricordare, da meditare per ricostruire la propria storia, ritrovare le proprie radici?
Sono diverse le cose che mi hanno colpito di questo libro, prima di tutto l’accuratezza con cui è stato scritto, il bel linguaggio che Francesco sa usare e ci regala con generosità, e poi la capacità di avvicinare temi esistenziali, normalmente di non facile comprensione, ma che diventano nelle sue mani più accessibili al lettore, insomma, Francesco ha una capacità che possiamo definire di “divulgatore dell’animo umano”. Nelle pagine del suo libro c’è poi il bel rapporto con la natura e in modo particolare con il mare, ed infatti, è proprio un fiore a dare il titolo alla raccolta di racconti, un fiore che ridona il sorriso alla protagonista, una giovane donne che sta soffrendo molto. L’autore non ci dice da cosa è provocato il suo dolore, non ha importanza, quello che conta è la sua voglia di vivere ancora, ed il narciso posto fra i suoi capelli diventa un simbolo di questo suo desiderio e riapre una porta verso il mondo, mentre il contatto dei suoi piedi con il mare riaccende la fiducia in se stessa. Ed il dolore? Quello continuerò ad essere presente nella vita, non lo si può eliminare, ma certo lo si combatte per evitare che ci annienti. I racconti di Francesco, se pur spesso prendono una piega introspettiva e talvolta triste, lasciano sempre una speranza per il futuro, una nota di positività da ascoltare e seguire.
(Proseguite la lettura cliccando qui: con l'intervista all'autore)
- Pechino è in coma
- Ma Jian - consigliato da Letizia Del Bubba - ... Questo libro è un vero pugno nello stomaco, un’accusa al governo cinese di una strage di massa di civili disarmati, dove si alternano le vicende e i ricordi familiari dello studente Dai Wei prima delle manifestazioni della primavera del 1989, il susseguirsi degli eventi di quei giorni fino alla tragedia e i suoi pensieri,quando ormai giace in coma nel suo letto di ferro per dieci anni. Intorno a lui ruotano vari personaggi, i membri della sua famiglia: il padre musicista (suonava il violino in America) che, tornato in patria, sarà condannato a molti anni di lavori forzati; la “madre coraggio” che, nonostante la sua “fede nel partito comunista cinese” , vedrà crollare la sua vita, e infine la sua casa con dentro suo figlio trasformato in vegetale. E poi le sue fidanzate, i suoi amici studenti, il suo fratello minore che si salverà fuggendo a Londra...
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- Tea Time - Un'occasione speciale
- Paola Pappalardo - consigliato da Maria Gloria Giani - Paola Pappalardo: due opere, "Tea Time" e il recente
" Un'occasione speciale".
I suoi sono racconti privati, addirittura lettere, come l'autrice stessa definisce,
per accentuare quel connotato di "confidenza"
e "confidenze" che fa a se stessa e al mondo.
Intima difatti è la sua scrittura ma poi le sue pagine divengono universali.
Tutti infatti abbiamo avuto simili esperienze, il quotidiano diviene oggetto di narrazione e
l'autrice ti conquista sin dalle prime battute per la naturalezza con la quale si confida
nella pagina. Intimista, fragile e forte al tempo stesso.
La vita è condivisione, è amore. Amore per il proprio uomo, per i figli, per i genitori.
Amore trasmesso preparando una torta o organizzando un tè fra amiche, scegliendo "l'abito da sposa"
(Tea Time ) o comprando "il primo reggiseno"
(Un'occasione speciale).
Giovane autrice toscana Paola Pappalardo prenderà il lettore per la delicatezza dell'anima.
- Coming back to you
- Laura Fontanive - consigliato da l'autrice - Una storia intensa e coinvolgente, nata dall'incontro di Gloria e
Andrea, che porterà alla luce una verità inaspettata e struggente. Un
percorso a ritroso in un passato in cui Andrea è rimasto incatenato e
dal quale potrà uscire solo rompendo gli oscuri condizionamenti che
lui stesso si è costruito. Grazie all'aiuto di Gloria riuscirà a
capire che, oltre l'oscurità di questo buio fitto, è possibile
ritrovare la luce calda dell'amore e del coraggio, le uniche vie
d'uscita in grado di donare al protagonista la forza necessaria per
sciogliere questi vincoli e riconquistare la libertà e la dignità del
suo essere uomo.
- Il Muretto, storie di ordinaria convivenza tra italiani e immigrati
- Livia Turco - consigliato da Ivana Nannini - Fresco di stampa, è stato presentato qualche giorno fa a Torino, questo volumetto, formato tascabile, che si legge bene anche in metropolitana o sul treno, insomma in viaggio... volumetto, sì, ma densissimo di notizie ed esperienze, che Livia Turco descrive saltellando da un treno a una città, a un aereo a un quartiere, intervistando persone che hanno lottato alla realizzazione di un'integrazione fra culture differenti. E' un libro di facile lettura, scritto con immediatezza e partecipazione, citando luoghi e persone che dai due versanti si sono misurate in quella difficile impresa che è conoscersi, accettarsi e creare insieme una nuova dimensione di vita nel quartiere. Il territorio, lo spazio dove la gente vive e s'incontra/scontra ogni giorno, è il vero luogo in cui le esperienze si artcolano creativamente , da Padova a Venezia, a Napoli, a Torino, e Roma. Un capitolo è dedicato alle donne, in modo più particolare.
Livia sembra anche molto colpita dai colori, e dagli occhi delle persone che incontra , mentre, su è giù per l'Italia, sostiene la tesi seguente: riconoscersi e rispettarsi reciprocamente, stabilire relazioni con altri, è la molla da seguire, capace d'innescare reazioni a catena anche del tutto inaspettate...
e le esperienze descritte dimostrano che è proprio vero.
- Le Amazzoni - Miti di ieri e attuali realtà.
- Antonella Ratti e Diana Nardacchione - consigliato da Silvana Bertozzi - E’ l'affascinante storia di alcune carismatiche donne che hanno conquistato un ruolo nella società. Le autrici partono dalle mitiche amazzoni, per arrivare alle abili signore dei giorni nostri. Il libro è la piacevole scoperta di come le donne hanno contributo con la loro forza, intelligenza e determinazione a cambiare la storia. Un’appassionante lettura con la quale le Antonella Ratti e Diana Nardacchione, hanno deciso in modo originale di ripercorrere la strada che dalle antiche guerriere, porta dritta alle donne di oggi. Il testo di facile lettura, è suddiviso in tre parti. Nella prima offre ampi e interessanti riferimenti storici. Il mito delle Amazzoni, le loro conquiste, le strategie politiche e la filosofia, che hanno reso queste donne affascinati e irraggiungibili. La narrazione prosegue divenendo via, via, indagine sociologica. La parte centrale racconta infatti di donne che hanno lottato per affermare i propri diritti e pari opportunità e in molti casi per sopravvivere. Nella terza, Figure più vicine alla nostra memoria, che hanno contribuito alla continuità della “filosofia” Amazzone e che tenacemente, non sono rimaste in ombra di un sistema prettamente maschilista. Sentirsi un’Amazzone, oggi, non è questione di ceto sociale o di diversa cultura, ma consapevolezza dei propri mezzi. Maggiori informazioni su www.leamazzoni.it.
- Cuore di ghiaccio
- Almudena Grandes - consigliato da Stefania Pallini - Un classicissimo romanzo d’amore e tradimenti, questo monumentale Cuore di ghiaccio, di Almudena Grandes, scrittrice spagnola, dove amore e tradimenti si accompagnano dalla prima all’ultima pagina, intrecciandosi attraverso le vicende storiche e familiari della generazione che più di ogni altra avrebbe potuto cambiare le sorti del secolo scorso, quella degli anni venti. Protagonisti della guerra spagnola e successivamente della seconda guerra mondiale, le loro storie, coperte dal terrore franchista e dall’indifferenza dei “vincitori” liberali e borghesi, si rincontrano nei giorni nostri. Sono storie di perdenti o vincenti a seconda della loro capacità di tradimento e di sapersi schierare sempre dalla parte giusta al momento giusto. Una storia di grande famiglia spagnola. Di chi si è saputo “fare da solo”, partendo da niente, rinunciando per sempre a sentimenti come la passione, l’amicizia e la fiducia. Una grande storia vissuta e narrata da un erede “appartato”, incapace di uniformarsi alle mezze verità di comodo dei fratelli e forse proprio per questo in grado di sovvertire l’immagine della sua vita, fino ad allora tranquilla come una serena distesa di campi coltivati e di trasformarla in un turbine di passioni sconvolgenti, impulsi incontrollabili che lo porteranno al riesame di tutto il suo universo di valori e di memorie. Una storia dove il passato e il presente si rincontrano per riconciliarsi in una grande storia d’amore.
- Il Fiore degli Abissi
- Leonilde Bartarelli - consigliato da l'autrice - Pirati barbareschi, pescatori di corallo, galee di schiavi e dame affascinanti si muovono in un angolo di terra e di mare che ha il sapore del Mediterraneo nel XVI° secolo. In un'isola di confine tra il mondo occidentale e quello islamico, uno schiavo liberato e il suo aguzzino, diventato a sua volta schiavo, si alleano per dedicarsi alla pesca del corallo e arricchirsi all'insaputa di tutti. Alla testa di un pugno di contrabbandieri dovranno fare i conti con la guerra che da sempre infiamma la loro regione e con le macchinazioni dei potenti, mentre equivoci, agguati, rapimenti, inganni, incontri con dame conturbanti e ragazze travestite, cementeranno la loro amicizia. Sullo sfondo il mare e il fascino che una storia di pirati e tesori sempre ha nel nostro immaginario. (Leggete anche qui!)
- La guerra dei piccoli
- Angela Gatti Pellegrini - consigliato da Antonella De Vito - “Molte cose, guardate dai piccoli, sono grandi, più grandi che per i grandi. Ma anche più piccole, a volte. E non c'è sistema, depositato e oggettivo, che misuri questa differenza di sguardi. Non di tutto si dà sistema di misurazione unico e riconosciuto. Non si dà della guerra. Guardarla dal basso, da sotto in su, dentro la prospettiva di chi la subisce, ne prende misure che i libri di storia difficilmente documentano. Angela raccoglie e racconta questi sguardi di piccoli. Di piccoli come lei, bambina nella guerra; ma piccoli sono anche i vecchi; e gli animali, gli orti, i paesaggi. Piccoli tutti gli indifesi: questo li espone di più e questo, a volte, è la loro unica difesa. È uno sguardo, quello dei piccoli, capace di misurare la dismisura, capace di vedere la guerra mai grande, e a volte persino mai piccola, abbastanza. Con questo sguardo fermo, la voce sommessa, la mano pacata, Angela ricostruisce e racconta la guerra dei piccoli, di cui è stata e rimane testimone. [dalla prefazione di Giusi Quarenghi]"
Angela Gatti Pellegrini, nata a Asti, si è trasferita molto presto a Livorno, dove ha vissuto l'infanzia e la giovinezza. Vive ora a Lorenzana, in provincia di Pisa. Pittrice di talento, scrive da decenni, pubblicando su varie riviste toscane. Con La guerra dei piccoli racconta l'esperienza della guerra, attraverso la freschezza e lo sgomento di uno sguardo bambino.
- Il Lessico della Talassa
- Emilio Guardavilla - consigliato da Francesco Celebrini - Una raccolta di castronerie linguistiche, sfondoni lessicali e neologismi improbabili pazientemente annotati con carta e penna dall’autore durante anni d navigazione e vita a bordo per i mar di mezzo mondo. Con sguardo ironico e divertito, da cui traspare però un profondo affetto e un legame inscindibile, ci viene presentata l’umanità galleggiante dei lavoratori marittimi impegnati nella quotidiana lotta per la sopravvivenza. Una categoria che ha sempre fatto parlare di sé molto poco, eccezion fatta per sporadici fatti di cronaca ma che qui è presentata nel suo aspetto più divertente. E’ uno stupidario vero e proprio che fa ridere, che fa sorridere e fa pensare. E che fa conoscere un mondo a se stante, sconosciuto ai più, conosciuto solamente da chi lo vive a tempo pieno. E’ una lunghissima serie di assurdità e corbellerie così esilaranti e a volte così disarmanti da indurre all’incredulità ma da cui la categoria non ne esce derisa in nessun modo in quanto ritratta nel suo aspetto più semplice, spontaneo e bonario. E’ innegabile che gli stessi scivoloni linguistici e lessicali potevano essere raccolti e registrati altrettanto facilmente nelle espressioni schiette e istintive di qualsiasi altra categoria di lavoratori che magari non vive e lavora in un ambiente così particolare.
Scorrendo questa compilation di voci sgrammaticate prende forma uno spaccato di vita vissuta tra i flutti che lì, in mezzo al mare, appare a tratti surreale, come se gli echi degli avvenimenti “terreni” vi giungessero sminuiti in deboli riverberi trasportati dai venti e dalle maree.
In questo mondo fluido e quasi senza appigli il linguaggio si libera in fantasiose interpretazioni regalandoci preziose perle di comicità inconsapevole, scorci di frasi dette o scritte, con l’efficacia di un aforisma.
- Malamore
- Concita De Gregorio - consigliato da Adele Cavalli - Ho appena finito di leggere questo libro, lo chiudo e l'immagine che ho
davanti è quella di Pilar, protagonista del film "TI DO I MIEI OCCHI".
Concita De Gregorio ne parla, scrivendo che da questo film '... non se ne
esce uguali... è la prima volta, qui , che si illustra con immagini così
poeticamente, drammaticamente e limpidamente, quale sia il legame
viscerale e la ragione inspiegabile che unisce la vittima al suo
aguzzino...'
L'immagine che mi ritorna in mente di questo film che ho visto parecchio
tempo fa è quella di Pilar al mattino presto, truccata e vestita per
andare ad un colloquio di lavoro a cui tiene tantissimo.
Antonio, il marito, le sbarra la strada, comincia a prenderla in giro e
minacciandola le strappa i vestiti di dosso lasciandola completamente
nuda.
La chiude, fuori, sul balcone. Quando le apre, Pilar entra in casa
terrorizzata, tremante e si fa la pipì addosso. Il suo sguardo, quegli
occhi, ti entrano dentro, in profondità ed hai la sensazione che in quel
preciso momento, lei, per la prima volta veda se stessa ed il marito. Ma
per quanto tempo il terrore, la paura, la violenza sono state compagne
delle sue giornate passate con il marito?
La storia di Pilar è una delle tante storie di donne raccolte dall'autrice
che: '... sono scie luminose, stelle cadenti che illuminano a volte molto
da lontano, una grande domanda: cosa ci induce a non respingere, anzi a
convivere con la violenza? Perchè sopporta chi sopporta? e come fa?...
alcune donne raccontano, molte muoiono...'
(Continua su www.albumdiadele.it )
- Nonsolomamma
- Claudia De Lillo - consigliato da Margherita - Tratto dal blog omonimo, è veramente e sinceramente divertente! L'ho acquistato d'impulso, attirata dall'immagine di copertina e dal pezzetto che si legge in quarta di copertina: ""Parla di noi, della nostra vita, delle tue fidanzate, del papà che parte e torna, della mamma che va a lavorare in bicicletta e si dimentica la crema idratante, di Valentina Diolabenedica, del fratellino che non parla, di te che parli persino troppo, delle cose belle che capitano e di quelle brutte....". Lo consiglio a tutte le mamme e anche... a quelle che desiderano diventarlo! Consiglio anche una puntatina sul blog online: nonsolomamma.splinder.com
- Diamanti
- Ornella Fiorentini - consigliato da Margherita - I sottotitoli sono "La fata e le stagioni, poemi haiku" e "Poesie di angeli, magia e natura"... e dicono già molto... è una raccolta di poesie nel'antico stile haiku, creato in Giappone secoli fa, un modo di esprimersi, come scrive Claudio Nanni nell'introduzione, "essenziale, sintetico come il lampo di un flash e si propone di creare suggestioni, emozioni immediate, che si riferiscono ad ogni aspetto della natura, a ciò che i cristiano definiscono del creato: il sole, le stelle, le acque, i mari...". Paolo Cutrì nella prefazione ci dice ancora: "La percezione poetica diviene realistica, tanto da poterla quasi odorare, sentire, come un profumo di petali rosa...".
Non posso che aggiungere che ho amato molto anche l'inserimento delle immagini di antiche illustrazioni giapponesi che interpretano appieno lo scritto e contribuiscono a lasciarsi avvolgere dall'atmosfera...
- Fino in Fondo
- Francesco Capaldo - consigliato da l'autore - affronta il tema della precarietà lavorativa ed esistenziale. Ha per
protagonista , infatti, uno scrittore-giornalista quarantenne di Salerno,
Gabriele Aliberti, che vede fallire la propria storia d´amore con Maria Rispoli
(Un amore impossibile ) e poi in un secondo momento, anche la propria
esperienza lavorativa. Resta infatti dopo aver fatto un po´ (il cameriere e
tanto altro) di tutto senza lavoro. La sua unica ancora di salvezza, al cadere
delle illusioni, resta la scrittura, che è il suo antitodoto contro la
"follia". La storia di Gabriele è un po´ la storia di una generazione che manca di
qualunque certezza sia emotiva che lavorativa. Il romanzo di Capaldo vuole
essere il romanzo della precarietà sotto tutti i punti di vista. Dientro la
figura di Gabriele e Maria Aliberti serpeggia il malessere di una generazione
che non sa bene dove va, e che ha sentito crollare le "certezze" che avevano
animato quella precedente. "Fino in Fondo" è in un certo senso il romanzo della
"crisi" (emotiva, lavorativa, relazionale, ecc.) che investe la società moderna
a trecentosessanta gradi. Sullo sfondo di questa storia d'amore c'è infatti la
Salerno e Napoli del nuovo millennio con le loro luci ed ombre.
Per saperne di più potete visitare il sito www.francescocapaldo.it
- Voglia di Maternità
- di Giovanna Amoroso - consigliato da Simona - E’ un’originale e inconsueta storia d’amore. A prima vista, osservando la copertina del libro, si può cadere nell’errore di credere che sia il classico diario di una gestante. Nulla di tutto ciò! Il tema della maternità fa solo da contorno a questo romanzo breve (44 pagine) che narra la storia di Francesca, e del radicale cambiamento della sua vita, grazie all’incontro casuale con Stefano. E’ un inno al cambiamento, alla voglia di vivere e di lottare contro la triste routine quotidiana, contro le convenzioni sociali, contro uno squallido futuro pianificato. Il vero amore esiste… L’importante è volerlo cercare sul serio! Francesca, la protagonista del romanzo, è una donna che non si arrende, che crede nell’amore, che desidera una nuova esistenza. Stanca del marito, della stressante cognata, della sua desolata condizione… Si lascia andare, e dopo aver incontrato il principe azzurro, non riesce più ad accettare il suo ruolo di moglie insoddisfatta. Lottando contro tutto e tutti si getta a capofitto in una nuova vita…
- Giudicare la vita. Tre storie di donne
- Daniela Toschi, Jacqueline Monica Magi, Marina Cirese - consigliato da Margherita - due magistrate e una psichiatra in veste di scrittrici ci propongono ognuna un racconto in cui le esperienze professionali e di vita si mescolano con la fantasia e l'immaginazione nel delineare in poche pagine complessi ritratti di donne che coinvolgono profondamente chi legge, portando ad immedesimarsi in questa o quella situazione, sentimento, pensiero...
- Il volo dei corvi
- Antonio Gestri - consigliato da Sandra Mazzinghi - Se amate la suspance questo è un romanzo che fa per voi: “Il volo dei corvi” di Antonio Gestri, scrittore nato a Piombino che da molti anni vive a Cecina, è un vero thriller. La storia è ambientata a Volterra, luogo in cui l’autore ha modellato i suoi personaggi, rigorosamente mossi tra passato e presente, realtà, fantasia, incubi e maledizioni: il tutto con venature oscure e esoteriche.
Scorrevole la scrittura, un arco narrativo ben articolato che non deluderà il lettore catturandone, anzi, l’attenzione fino all’ultima riga, come ogni buon thriller che si rispetti. Le parole sono scelte, sono vibranti i dialoghi e inaspettate le soluzioni narrative.
Antonio Gestri ha dimostrato col suo romanzo che non esiste solo il Maine di Stephen King, ma anche Volterra, costellata di tombe etrusche, intrisa di storia, luogo di un manicomio ormai dismesso, ma con delle mura che pulsano ancora di ricordi e di incisioni singolari e di anime che sono passate per quelle stanze.
Il lettore segue senza mai confondersi i vari personaggi, la narrazione degli incubi e pagine poetiche che rievocano di una storia d’amore iniziata tremila anni fa, che va oltre la morte. E che va oltre queste duecentocinquasette pagine da brivido.
“Il volo dei corvi” è un libro che rimane impresso nella memoria e non ti abbandona, è un libro sicuramente da scegliere e da custodire tra i più cari... e più terrificanti della propria libreria.
Trovate altre info su www.antoniogestri.com
- Fiaba epistolare in lipogrammi progressivi
- Mark Dunn - consigliato da Antonella De Vito - Ad una lettura superficiale può sembrare una storia di pura fantasia, ed invece, con un po' di attenzioni si possono scorgere grandi temi di attualità. Di un'attualità triste, cieca, senza illuminazione, senza cultura, senza intelligenza, che si ripresenta ciclicamente nella nostra storia umana. Sono molti i paesi che possono ritrovare in queste pagine i loro “periodi bui”... Il libro che vi presentiamo si può brevemente sintetizzare come una storia di divieti: su un’isola a largo degli Stati Uniti si adora un uomo di nome Nollop, che cento anni prima aveva scritto un lipogramma, cioè una frase che usa tutte le lettere dell’alfabeto, senza superare i 35 caratteri, quindi con pochissime ripetizioni.... (Leggete la recensione completa cliccando qui)
- San Rossore: quando la natura è una responsabilità di tutti
- AA.VV. - consigliato da Luciano Luciani - Si tratta di una guida turistica realizzata dal Centro Nazionale per il Volontariato di Lucca nell’ambito del progetto “Turismo e Solidarietà” con un co-finanziamento del Cesvot e indirizzata a permettere a tutti, anche a coloro che per la presenza di disabilità potrebbero rimanerne esclusi, l’accessibilità e la fruizione del Parco di San Rossore. Scrivono giustamente gli Autori che “il Parco, con la sua proposta di ‘sviluppo sostenibile’, intesa come riconciliazione tra ambiente e sviluppo, ci stia anche indicando una strada da seguire. Quella strada è segnata da un maggior rispetto per il ‘prossimo’ …quel ‘prossimo’ del futuro ‘di cui non conosceremo mai il volto, ma la cui vita, la cui felicità dipendono da quello che noi faremo o non faremo domani e nei decenni futuri’” Uno spirito positivo e condivisibile che spiega il carattere semplice e cordiale della pubblicazione e l’ampio spazio offerto alle belle immagini, un terzo sul numero complessivo delle pagine, realizzate in un suggestivo bianco e nero. … continua….
- A bocca chiusa
- Ornella Fiorentini - consigliato da Margherita e Antonella De Vito - un romanzo giallo-noir, avvincente e coinvolgente, poetico e duro nello stesso tempo...
Da appassionata lettrice di gialli, thriller e noir, sono rimasta molto colpita da questo libro, ambientato nell'atmosfere e nella vita quotidiana di una paese della valle Padana, in cui l'autrice riesce a trasportarci durante la lettura.
"Ha l'impressione di due occhi crudeli che le penetrano nella schiena quando cammina a passo svelto di notte sotto i portici deserti. E' uno sguardo d'odio. Non è un uomo. Solo una donna può odiarna un'altra con tale intensità. Le donne sono silenziose quando uccidono, sono brave con il coltello..." (dalla quarta di copertina del romanzo)
(Margherita)
Vite di donne che si intrecciano fra presente e passato, con un tocco di magia e mistero.
Intorno a loro ruotano storie di bambini, ragazzi, uomini, ma tutte legate a figure femminile, che ne condizione l'esistenza ed il destino.
Ogni personaggio del romanzo ha una storia alle spalle che scopriamo nel corso della lettura e ci fornisce una spiegazione al loro modo di essere, di vivere.
Magda e Ombretta sono le protagoniste, antagoniste a causa di un uomo, ma accomunate da un analogo destino. La bravura dell'autrice sta nel rendere due personaggi così diversi e contrapposti fra loro, entrambi simpatici al lettore. Non riusciamo a schierarci per una o per l'altra, le figure di queste donne risultano entrambe affascinanti. Magda è vittima della sua follia, che la durezza della vita le ha scolpito sempre più nella mente, nel cuore, nel volto; Ombretta è l'altra faccia della medaglia, bella, intelligente, di grande stile, ma a sua volta è vittima di una follia che le viene dal passato, schiava di una storia e di una collana che la tramutano in Giuditta, affascinate prostituta di alto bordo.
A bocca chiusa è un titolo che porta alla impossibilità di queste donne di esprimere tutte se stesse in libertà, a partire da Magda che più di ogni altra non riesce e non può parlare. Da questo fulcro si propagano a raggiera gli altri personaggi, che coinvolgono altre donne, uomini e bambini.
Il mistero è un velo che avvolge la storia e lascia spesso con il fiato sospeso, ma non voglio svelare altro della trama perché il libro sa mantenere il lettore sulla corda, pagina dopo pagina e non voglio sciuparvi questo piacere.
(Antonella)
- I racconti della balaustra
- Marco Bernini - consigliato da Sandra Mazinghi - Questo è veramente un bel libro. L’autore, in prima persona, racconta le vicende di un gruppo di ragazzi di età dai 20 ai 30 anni che si ritrovano a una balaustra davanti al mare di Livorno a parlare delle loro storie amorose, vicissitudini familiari, episodi della loro vita.
La lettura dei racconti di questo giovane scrittore labronico è resa accattivante da un linguaggio descrittivo che pone i riflettori sull’essenza delle cose e sullo spazio, umanizzando il tutto. Questa raccolta di racconti, che dopo ogni titolo hanno una canzone abbinata tipica di quel periodo, è un periodare che intreccia passato e presente, vissuto e immaginario, senza mai confondere il lettore. Già dalla copertina si respira il profumo del mare e i volti disegnati hanno un che di malinconico. Eh sì, la malinconia si odora in ogni racconto, anche in quelli più divertenti e spassosi, già dal prologo che inizia così: “è la fine di un’altra estate.” Il libro di Bernini è un tornare a ripercorrere il passato e farne uno spolverio da sfarinare ormai tra le dita. Ma non è un libro triste, perché anche se tra i personaggi c’è una voglia di non crescere mai, nello stesso tempo c’è la ricerca di un affetto duraturo, per sempre. I dialoghi sono concreti e con qualche alone di livornesità sicuramente voluta, che rende reale la visione dei protagonisti, le rappresentazioni ambientali sono intense e scrupolose e i personaggi affacciano gradualmente, con armonia ma anche con estrema franchezza: il primo libro di Marco Bernini è bello, e vale la pena di leggere e ricordare. E regalare agli amici con cui abbiamo passato momenti incancellabili. Consultate il sito dell’autore: www.marcobernini.it
- Storie dell’Arno. I luoghi della memoria tra storia e immaginazione
- Paola Pisani Paganelli - consigliato da Francesca Padula - E’ follia pensare che Leopardi abbia scritto "A Silvia" perché ispirato da una ragazza incontrata sui Lungarni pisani? E ancora, pare tanto assurdo che Michelangelo, a Carrara nel 1505 per scegliere i marmi della tomba di Giulio II, abbia fatto un salto a Pisa e poi a Cascina? Infine, è pazzesco immaginare che tra i pur gloriosi soldati della Repubblica Marinara ve ne sia stato uno preoccupato più dell’amore che della guerra? Luoghi, personaggi ed episodi topici della storia pisana sono i protagonisti di diciannove racconti, che intrecciano in modo assolutamente originale realtà e fantasia. Una sorta di “mitologia pisana”, che tocca con grazia ineffabile tutti i “miti” della città toscana, dal glorioso Medioevo della Repubblica ai nostri giorni.
- Attimo per attimo (non solo rime)
- Claudia E. Turco - consigliato da Francesca Padula - Il volume raccoglie le liriche e alcune brevissime prose composte negli ultimi anni dalla poetessa e narratrice Claudia E. Turco. Un corpus poetico che affronta i temi della quotidianità, degli affetti, della solitudine, della mestizia per la giovinezza sfiorita e il tempo che tutto consuma, senza dimenticare le occasioni positive di cui è intessuta fortunosamente la trama della vita.
Un percorso esistenziale che spazia da toni leggeri di una sensazione o un evento ripensati con divertita ironia, ai toni più gravi di elegiaco pessimismo che evidenziano il bisogno di sfogarsi.
- L'isola che non c'è
- Sandra Maltinti - consigliato da l'autrice - "vieni, ti prendo per mano e ti porto nella cella dove ho vissuto per settantadue giorni....
ti racconto come si vive in galera, le donne che ci abitano per poco o per tanto, tantissimo tempo... perchè il tempo è un'altra cosa... in galera... ti racconto le gioie e i dolori, le storie di donne come te, donne diverse, ma anche così uguali...."
- Vaccinare contro il Papillomavirus? Quello che dobbiamo sapere prima di decidere
- Gava R. e Serravalle E.
- consigliato da Germana Bellissima - ..."Scopo di questa pubblicazione è fornire un'informazione aggiornata e indipendente ai cittadini e a tutti gli operatori sanitari sui vantaggi e sulimiti di questa vaccinazione, in modo che ognuno possa trovarsi nella condizione più corretta per esprimere, con maggior grado di scienza e coscienza, il suo consenso o diniego veramente informato...".
Gli autori, Dr. Roberto Gava, specialista in farmacologia e tossicologia, e il Dr. Eugenio Serravalle, specialista in pediatria, sono due esperti in materia di vaccinazioni pediatriche."
- Meno male che i conigli non parlano
- Anna Maria Bagordo Altamura - consigliato da Luciano Luciani - Anna Maria Altamura, è una scrittrice che, beata lei, non ha perduto il gusto della favola, non ha rinunciato ai diritti della fantasia e, secondo la migliore tradizione del genere, ama ancora “immaginare animali che parlano per insegnarci un comportamento civile e corretto”. Attori riconosciuti delle sue pagine, i conigli, raccontati in una maniera nuova e originale: non le bestiole inermi, figurazione esemplare della timidezza se non della pavidità e neppure gli animali rivisitati in chiave epica e agonista dal celebre romanzo di Richard Adams, La collina dei conigli, a metà strada tra Tolkien e Orwell. No, i protagonisti indiscussi della favola aggiornata all’oggi raccontata dall’ Altamura sono due conigli di ceto medio, due piccoli borghesi in tutto e per tutto intrisi dei modesti difetti e delle mediocri qualità morali della classe sociale attualmente maggioritaria nella parte fortunata del pianeta.... ( Leggete cliccando qui la recensione completa)
- Le Streghe in Romagna
- Patrizia Danesi - consigliato da Margherita - Un viaggio nel paese della fiaba e della cultura popolare. - "Nel viaggio incantato entro le dimensioni del fiabesco, il libro concentra la sua attenzione sulla figura della strega, personaggio talora marginale, spesso spaventevole nella sua immagine, ma sempre elemento irrinunciabile di tante storie, seducente e ammaliante, espressione, anche oggi, di complessi significati simbolici....." ... e noi lo sappiamo bene. E' interessante, coinvolgente e molto accurato! Ci trovate anche la storia della Befana, strega molto particolare cui siamo tutti affezionati....
- Villaggio mare blu
- Sandro Bartolini - consigliato da Luciano Luciani - Picaro della vita, Agostino, più di vent’anni e meno di trenta, si aggira nel suo tempo, all’incirca la metà degli anni Ottanta, tra lavori precari e un compiaciuto disordine sentimentale. Ingordo dei cibi di casa, quelli che sanno cucinare come si deve solo la mamma, le zie e la nonna, vorace di sesso, il nostro simpatico furfante conduce l’esistenza propria degli eroi senza qualità di tanta provincia toscana: il bar, gli amici, le carte, il biliardo, le ragazze facili da una botta e via e la spasmodica ricerca di un’occupazione qualsiasi. Inetto ben intenzionato, pieno di ottimismo e buona volontà uniti a una forse eccessiva fiducia nei propri mezzi, Agostino ....continua cliccando qui!
- (R)Esistenze il passaggio della staffetta. Donne e Resistenza.
- A cura di Laura Fantone e Ippolita Franciosi - consigliato da Antonella De Vito - Nel libro si vuol legare, a sessanta anni dalla Resistenza e dalla Liberazione, in un'ideale staffetta, le donne che allora combatterono il fascismo e il nazismo per la libertà dell'Italia e le nuove generazioni. Le testimonianze sono tutte molto istruttive e anche narrative, realisticamente narrative. Il privato e il politico viene intrecciato. E questo, credo, soltanto le donne sanno farlo. In maniera più efficace degli uomini scrittori o politici. Compare anche la testimonianza di una donna straordinaria Teresa Mattei, la partigiana che anni fa i revisionisti, parafascisti italiani, hanno coperto di insulti sui giornali dopo che ha rivelato la sua partecipazione con i GAP fiorentini all'attentato contro il filosofo del fascismo Giovanni Gentile. Pistolettate sacrosante a un sostenitore di Hitler e del razzismo fascista mussoliniano.
Teresa Mattei ha affermato in una frase emblematica che non si deve far politica per governare il mondo ma per spingere gli uomini (e le donne) a governarsi da soli. Le sue risposte confermano questa visione del mondo, anche negli aneddoti che racconta. In particolare, il fatto che lei abbia ‘inventato’ la mimosa come simbolo della festa della donna, dicendo che era importante scegliere un fiore comune, che tutte potessero permettersi, ma dargli una veste interessante, e così disse che la mimosa rappresentava la donna in un’antica leggenda cinese, cosa che ne segnò il successo.
“Si, ho inventato io il simbolo della mimosa. L’ho scelta perché era un fiore povero che si trovava dappertutto in primavera, e non occorreva comprarlo, mentre i socialisti volevano proporre orchidee e violette, sul modello tedesco. Purtroppo oggi persino la mimosa è diventata commerciale, ma comunque è rimasto un simbolo”.
Taresa Mattei partecipò all'Assemblea Costituente e fu fra le 21 donne elette e la più giovane fra queste. (Tratto dal sito www.tellusfolio.it)
- Una storia ai delfini
- Mariagiovanna Luini - consigliato da Sandra Mazzinghi - La narrazione – in prima persona – fluida e scorrevole, permette di entrare in punta di piedi in quello che è il mondo di Lucia, scrittrice dal carattere forte che, dopo aver vissuto e sofferto dolori esasperanti, decide di abbandonarsi al proprio sentimento annotando ogni sua sensazione e ricordo tra le righe di un taccuino nero, suo insostituibile complice.
Ed è proprio in questo modo intimo e decisamente doloroso che nasce la sua storia dedicata ai delfini (da qui il titolo dell’opera).... (continua cliccando qui!)
- www What Women Want ovvero I migliori siti per lo shopping online
- Paola Cicuttini - consigliato da Giusi Saracino - una guida dettagliata (con ampie premesse sulla sicurezza delle transazioni online) dei negozi virtuali in cui si puo' acquistare anche ad un emisfero di distanza
- Il cervello delle donne
- Louann Brizendine - consigliato da Margherita - una neuropsichiatra americana, fondatrice della UCSF Women's Mood e l'Hormone Clinic, ci spiega in parole semplici l'influenza degli ormoni sul cervello e come ne risultino differenze fra cervello maschile e femminile... facendoci comprendere anche il diverso modo che possiamo avere nel porci di fronte a varie situazioni secondo le diverse fasi della nostra vita, dalla nascita al periodo della menopausa...
- Nei paesi dell’adozione
- a cura di Renata Emma Ianigro - consigliato da Antonella De Vito - L'idea era quella di sfogliarlo, leggerne alcune parti, giusto per farci una recensione, anche perché non sono direttamente interessata all'adozione, se non altro per motivi di età. Ed invece dopo aver letto l'introduzione ho continuato a leggere, in modo particolare le testimonianze delle coppie che hanno adottato dei bambini all'estero....
(cliccate qui: continua!)
- La figlia della Notte
- Sergio Consani - consigliato da Antonella De Vito - La storia inizia nella Livorno della seconda metà dell’Ottocento, protagonista una corallaia, Ida, giovane, sensuale e amante della vita che s’innamora di Ubaldo, ricco commerciante senza scrupoli sposato con una donna rinchiusa in un manicomio. Una maledizione lanciata dalla stessa moglie di Ubaldo ai danni di Ida, è il fulcro della trama che si dipanerà con suspense e colpi di scena fino ad arrivare ai giorni nostri; e qui, una discendente di Ida, dovrà vedersela con le conseguenze di questa lunga maledizione, in una Livorno che fa sempre da cornice ai personaggi che l’autore ha saputo caratterizzare con grande maestria.
(Guardate anche il blog dell’autore)
- Con tutto il mio amore
- Elena Narbone - consigliato da Sand - Un bel libro che descrive l'amore. Non la classica sviolinata da romanzo rosa, lo fa in modo vivo, per alcuni tratti molto forte ed erotico. Riesce a prendere il lettore e a trascinarlo in una lettura dolce ma al tempo stesso passionale.
La protagonista è una sedicenne che decide di vivere la propria vita. Un susseguirsi di amore e sesso che porta la protagonista a rendersi conto della propria bisessualità e a viverla in armonia.bel libro che descrive l'amore. Non la classica sviolinata da romanzo rosa, lo fa in modo vivo, per alcuni tratti molto forte ed erotico. Riesce a prendere il lettore e a trascinarlo in una lettura dolce ma al tempo stesso passionale.
La protagonista è una sedicenne che decide di vivere la propria vita. Un susseguirsi di amore e sesso che porta la protagonista a rendersi conto della propria bisessualità e a viverla in armonia.
- Vergine Giurata
- di Elvira Dones
- consigliato da Carla Gioli - Tutto è cominciato nella sala di attesa di un medico, nel far scorrere il tempo ho sfogliato una rivista... Che cosa aveva attirato la mia attenzione?
Senza dubbio il grosso titolo sotto una foto che ritraeva un uomo con un bambino in braccio “ QUEST’ UOMO E’ UNA DONNA ‘”.
Ho pensato subito che si trattasse di un transessuale...
e, in un trafiletto c’era scritto: "e Mirè prese il fucile" ed ancora “Mirè Llete, 64 anni, è una delle vergini giurate, donne che hanno rinunciato all’identità femminile per vivere da maschi, nel nord dell’Albania. A otto anni ha preso il nome da uomo Kajtaz, qui sopra con il figlio di un fratello…
(cliccate qui: continua!)
- Canto XXXV - INFERNO.
DONNE AFFETTE DA ENDOMETRIOSI
- di Veronica Prampolini - consigliato da l'autrice - Vorrei che chi si trovasse a sfogliare questo libro in libreria leggesse almeno la parola endometriosi. Non importa se poi lo riporrà al suo posto e passerà oltre. Voglio che questa parola entri pian piano sempre più tra le malattie socialmente conosciute. Per questo motivo vorrei che questa parola apparisse nel titolo, anche se romanticamente avrei in mente titoli più accattivanti…
(Altre notizie cliccando qui)
- Il bene tolto
- di Giusi D'Urso - consigliato da l'autrice - Un libro che parla della violenza sulle donne. Una storia fatta di ricordi e suggestioni. Le parole corrono sul filo della reminiscenza e s’intrecciano al presente, per ricomporre un complicato rompicapo. Tessera dopo tessera, sensazione dopo sensazione. Tutto scivola veloce verso i nodi della memoria, sciolti inaspettatamente nel languore di un pomeriggio della vita, lungo una notte intera. (vedi anche qui!)
- Orfana di mia figlia
- di Morena Fanti - consigliato da l'autrice - “Un libro forte e violento come un pugno sullo stomaco. Violento, come violenta è la mano crudele che cala a ghermirti una figlia di ventiquattro anni prossima alla laurea. Quando muore un figlio la vita si ferma. Muore anche la vita dei suoi genitori, ne devono creare una nuova. Questo non è un romanzo ma una storia vera, la storia di una vita spezzata, anzi di tante vite spezzate. ... (cliccate qui: continua!)
- Possibile
- di Valentina Del Cherico - consigliato da Stefania Pallini - È ormai risaputo che in l’Italia, come in altri paesi industrializzati, ogni 100 ragazze, 8-10 soffrono di un disturbo del comportamento alimentare e di queste, 2 nelle forme più gravi, quali anoressia e bulimia. Si tratta di problematiche che colpiscono prevalentemente ragazze,di età compresa fra in età 12-25 anni, anche se negli ultimi anni si sta assistendo ad un’insorgenza sempre più precoce.
Si tratta quindi di un problema che affligge e travolge l’esistenza di molte giovani e delle loro famiglie, ma guarire, come ci dice Valentina, è possibile!
"Possibile" è infatti il titolo del suo libro, una raccolta di poesie che mi hanno trasmesso in maniera semplice e diretta la continua lotta fra l’impotenza e la speranza, tra il voler esserci e non esserci, soprattutto quando ...hai deciso di Esserci. Ho letto il libro di Valentina in una giornata di piena estate, nel bellissimo Golfo di Baratti. Mi sono emozionata molto quando, leggendo la sua biografia, ho realizzato che abitava a pochi passi da dove l’avevo appena “scoperta”. E così ho deciso di conoscerla e di far conoscere a chi ancora non ne ha avuto l’opportunità, il suo libro, “POSSIBILE”. Ho divorato le sue poesie una dietro l’altra, trascinata da questo filo conduttore che mi ha portato verso il POSSIBILE: possibile farcela, possibile decidere di continuare a vivere anche nei momenti più difficili della nostra esistenza.
- Non solo fiori all'uncinetto
- di Maria Teresa Menna - consigliato da Anna - Da vari anni osservo i bellissimi fiori che realizza ad uncinetto una mia
cara amica e ho il piacere di comunicarvi che da un paio di settimane tutti
gli schemi dei suoi bellissimi fiori sono raccolti in un pratico manuale,
"Non solo fiori all'uncinetto". Troverete gli schemi per realizzare,
roselline, gigli, tulipani, calle, garofani, girasoli pot-pourry, campanule
e fiori con gocce di madreperla. Ulteriori informazioni potrete trovarle
visitando il sito dell'autrice www.nonsolofiori.com
- Paranza
- di Simonetta Filippi - consigliato da Antonella De Vito -
...delle donne...delle cose...del quotidiano...degli uomini...dell'altra, sono i titoli sotto i quali la scrittrice Simonetta Filippi raccoglie i suoi racconti, le sue annotazioni di vita. Alcune pagine riescono a far ridere il lettore con la loro livornesità schietta, genuina, altre fanno riflettere lasciando un sapore amaro in bocca. E' la vita, così come si presenta agli occhi dell'autrice, ma anche a quelli dei lettori che facilmente si possono rispecchiare nelle pagine del libro, che si legge con facilità, velocemente e volentieri. Già il titolo lascia immaginare un misto di situazioni, di personaggi che tutti insieme si affacciano alla vita della città labronica.
I racconti di Simonetta hanno anche delle particolarità, come il loro 'animismo', il far vivere, dare voce e sentimenti agli oggetti. Ecco che un biglietto dell'autobus a tempo disperato per la sua imminente fine, diventa felice se qualcuno lo raccoglie e lo conserva in un diario, oppure il rapporto di coppia fra un foglio e una penna che vivono bei momenti insieme, ma poi finisco per litigare nella consapevolezza che presto saranno superati dalla tecnologia. Simonetta con il suo tocco leggero di penna ci porta a riflessioni anche sconvolgenti, ci lascia intuire violenze familiari, il terrore della guerra e la quotidianità della miseria, del povero che chiede l'elemosina e del ricco occidentale che reagisce con mille elucubrazioni mentali per cercare di respingere i sensi di colpa.
Insomma, fra le pagine di Paranza troverete molte cose e soprattutto molto eterogenee, così come sempre si presenta la vita.
Senza svelarvi altro vi lascio alla lettura del libro.
- La valigia di mio padre
- di Orhan Pamuk - consigliato da Antonella De Vito - Sono sempre stata interessata all'opinione che un grande scrittore ha della letteratura, perché parte dalla sua esperienza pratica, dallo scrivere quotidiano. Sono molti gli autori che hanno espresso la loro idea sull'arte del raccontare e primo fra tutti va ricordato Garcia Marquez. Ultimamente però ho scoperto un nuovo (per me) scrittore che mi ha molto affascinato. Orhan Pamuk, premio Nobel per la letteratura nel 2006, ha raccolto in un piccolo libretto intitolato La valigia di mio padre tre discorsi pronunciati nell'arco di un anno in occasioni pubbliche, fra cui l'ultimo scritto per l'accettazione del Nobel.
La letteratura è descritta come un mondo fantastico, costruito dallo scrittore perché si annoia nel presente. Chi scrive è mosso dal desiderio di costruire una vita dove anche gli altri, i lettori, possono riconoscersi, ma l'autore deve avere anche la capacità di immedesimarsi con i protagonisti del suo narrare. Un'operazione che porta a scoprire quanto si è tolleranti, quanto si è disposti ad aprirsi agli altri e a conoscere le altre culture.
L'ultimo discorso di Pamuk però non parla solo di letteratura, questo, infatti, gli dà l'opportunità di affrontare la situazione della Turchia, sua terra natale, e della sua aspirazione ad entrare a far parte dell'Unione Europea. Un'occasione che Turchia e Occidente hanno per andare verso un mondo di pace, contro i pericolosi nazionalismi. Pamuk mette in guardia i turchi, ma anche gli occidentali, dalle facili critiche verso l'altro paese che rischia così di essere percepito come diverso, estraneo, nemico, pericoloso.
Mi sono avvicinata a Pamuk perché sono stata attratta da questo piccolo libro che parla di letteratura, ma adesso sono diventata curiosa di scoprire i suoi romanzi, di leggere e ritrovare fra le pagine dei suoi libri quanto mi ha trasmesso con La valigia di mio padre.
- Lena
- Maricla di Dio - consigliato da Maria Teresa - “…. una storia intensa, dura e tenera al tempo stesso, da leggere d’un fiato, attraverso una narrazione diretta, immediata, forte e intrisa di poesia. I colori accesi del sud, le tinte scure della miseria e del degrado, e l’invincibile forza della passione, in un romanzo che coinvolge il lettore in un caleidoscopio di emozioni.
Lena è l’innocenza violata dalla povertà, la determinazione, la scelta di vivere la concretezza del cuore. Una figura intensa, viva, che riconcilia con la migliore letteratura e avvicina il racconto alla dimensione narrativa del verismo.
La protagonista riassume in sé le caratteristiche dell’essere donna con coraggio. Siciliana e mediterranea, Lena s’impone come ritratto di un realismo moderno e, al tempo stesso, frutto della migliore scuola isolana. Il racconto sembra richiamare il tema dei “vinti”, ma la donna qui raccontata è vincente per la sua capacità di non farsi schiacciare da niente e da nessuno (Maria Festa, saggista e critico letterario). “
- Il Gioiello di Pascal
- Ronnie Picciotto - consigliato da Bea - "Il romanzo è ambientato in
un paesino di montagna francese
ed inizia con la morte di
Gilles, un anziano contadino
che ha sempre solo lavorato
e non ha lasciato eredi. La
locanda del Vieux, l'unica del
paese, è il centro degli avvenimenti...
L'altra
vicenda, quella ambientata
nel passato, ma raccontata
al tempo presente, narra di
un giovane che viene assassinato
poco prima di partire
per la guerra...
Le due storie separate
da un arco di tempo
di quasi un secolo, si ricongiungono
alla fine, nel racconto
di una vecchia che ricorda.. sono la tragicità degli eventi
raccontati e l'atmosfera di
cupa angoscia che tengono
il lettore inchiodato al romanzo
fino alla conclusione che solo nell'ultima pagina rivela
i misteri di un tempo e un
luogo che sembrano perduti,
un "altrove" che possiamo
ritrovare solo nell'immaginario
della nostalgia."
(Recensione tratta da www.ordinemedct.org dove potete leggerla completa, alla pagina 48).
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