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Zampa che ti passa! Giovedì, 21 Aprile 2016 21:28

Lanò guerriera della luce

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Lanò guerriera della luce - 4.8 out of 5 based on 5 reviews

Le sue foto mi avevano colpito subito. Volevo conoscerla. Quello sguardo, diceva già tutto. E così ho chiesto a Silvia Tozzini, responsabile e fondatrice del Rifugio “Il Frutteto di Fido” se potevo andare a trovarla.

Mi aspettavo un atteggiamento diverso da un cane che nella sua vita ha conosciuto solo la tortura degli allenamenti e dei combattimenti, lo sfruttamento come macchina produttrice di cuccioli e infine la prigione della gabbia di un canile. Lanò i segni del suo passato li porta sul corpo, ricamato di cicatrici, segnato dalle gravidanze senza cura e dall’infermità della gabbia. Da lì non può cancellarli, ma è chiaro fin dal primo impatto che nel suo cuore ha avuto la forza, il coraggio e la fiducia per lasciarseli alle spalle. E aprire un capitolo nuovo.

Sono una sconosciuta. Entro nel suo territorio, chiaramente delimitato: una stanza ampia e luminosa dove sta ricevendo tutte le cure necessarie, e dove si gode un enorme materasso foderato con un bel piumone, su cui ci sono anche la sua pallina e un osso di gomma. Guardate che invadere lo spazio vitale può essere inteso da un cane come un grande atto di violenza, cui si può rispondere con altrettanta aggressività. Sarebbe stato normale, legittimo, primo perché lei è un pitbull terrier, e proteggere il suo territorio è una sua naturale propensione, secondo perché è quello che è stata costretta a fare: attaccare. E qui è doveroso un brevissimo inciso su questa razza che, purtroppo, paga una pessima reputazione, legata al fatto che spesso viene utilizzata nei combattimenti, esacerbando e distorcendo in modo feroce e violento le caratteristiche che rappresentano le sue peculiarità: coraggio, enorme forza, agilità, intelligenza, dedizione al padrone.

Ma è bastato un rapido sguardo. Un attimo e quello sguardo ti aggancia e non ti lascia più. Lanò si alza dal suo materasso, ancora ha difficoltà a muoversi ma la sua coda (o meglio il suo sedere) comincia una danza di benvenuto senza ombra di equivoco. E subito arriva il suo muso che ha voglia di leccare, di accudire e ringraziare chi le fa la gentilezza di andarla a trovare. Un cane che conosce le buone maniere, ma chi può mai avergliele insegnate? Ho sempre dei croccantini in tasca, perché se si va a trovare qualcuno si porta qualcosa, è il minimo del galateo.

Altro banco di prova: il cibo. Anche questo è un argomento delicato, mica robetta da poco. Macché, i croccantini li elemosina come un bambino con le caramelle: con garbo, ma senza indugi; prima glieli offro come insegna il manuale: con la mano aperta, palmo verso l’alto, poi salta tutto e glieli porgo direttamente in bocca, infine ci spostiamo sulla cuccia che se non ti dispiace io ci starei più comoda che in piedi sul pavimento mi fanno male le zampe. Come vuole lei signora Lanò.

Condivisione dello spazio vitale, del cibo, della sua cuccia. Lanò ha già imparato questo concetto, per niente scontato. Mai smette di cercarti con lo sguardo, con le sue slappate, mai smette di dimenare la sua ex coda e il sedere, di tenere le orecchie un pochino indietro, di socchiudere gli occhi quando le cingi la testona larga per una carezza con entrambe le mani. Godimento totale, di tutto, di tutti. Sono felice, e voglio che qualsiasi parte del mio corpo lo possa esprimere, sembra volerci dire.

Lanò deve essere stata molto bella. Adesso che Silvia la sta curando e nutrendo con i migliori cibi il suo pelo nero è tornato lucido, le zampe si stanno sgonfiando: “dovevi vedere com’erano ridotte quando è arrivata qui, due zampogne!”. Questo grazie alla reclusione in canile. Lanò infatti viene da un posto orribile: il canile di Cerignola, in Puglia. Dove Silvia è stata e non ha potuto fare a meno di notarla e portarsela via, a dire il vero non da sola: “ho portato via mamma con 4 cuccioli – continua Silvia – altri 6 cuccioli, Pluto e Lanó. Prima a ottobre salirono tre mamme con prole e una canina cerebro lesa. Insomma come ho un buco, cerco di togliere qualche cane da quell’inferno, vorrei solo che chiudesse il prima possibile. Poi ora che li ho visti di persona, sono tutti nel mio cuore”. Ma ovviamente portarli via tutti è impossibile…

Silvia mi racconta di lei e Lanò la fissa, non la lascia, la bacia, di tanto in tanto. Si può smettere di dire grazie a chi è capitato nel tuo inferno per strapparti via e portarti in paradiso? Bè, direi di no e questa creatura lo sa benissimo, infatti sembra vivere per quello: per dire grazie Silvia che mi hai salvato.

“Adesso la sfida più grande sarà trovarle una buona adozione. Da quando è arrivata Lanò ha già fatto passi da gigante, che nemmeno noi ci aspettavamo, ha perfino iniziato a giocare, cosa che era inconcepibile fino a pochi giorni fa”.

Le chiedo se hanno provato a portarla fuori, e a vedere come reagisce con gli altri cani.

“L’abbiamo portata fuori, al guinzaglio, anche se dopo un po’ si stanca e ci guarda. È capitato di doverla prendere in braccio per rientrare!”. Tanto per dire la ragazza (o meglio signora, che anche se l’età non è certa di sicuro non è più una cucciola) pesa più o meno 27 chili quindi non proprio una piuma.

“Si sono avvicinati altri cani e non ha avuto reazioni particolati, si sono annusati tranquillamente. Anche perché lei stava in box con un maschio, che purtroppo ha fatto una brutta fine…”.

Ci sono buone speranze quindi che il suo comportamento non sia aggressivo con gli altri cani, anche perché il team delle volontarie è affiancato da educatori cinofili e da un veterinario comportamentalista; ci sono tutti gli strumenti per dare a questa canina quello che merita: un’opportunità. Un’occasione di una vita diversa. Ed è questo che Lanò ha capito alla grande, nemmeno glielo avessero spiegato in canese. Che poi secondo me il canese deve essere un linguaggio parecchio più evoluto di quello che possiamo percepire, perché in realtà di tante spiegazioni non ne ha proprio bisogno.

Il tempo passa senza che me accorga, come sospeso, non penso a niente, mi riempio solo lo sguardo di questa creatura meravigliosa che riesce a coniugare la gratitudine alla fierezza. Non si stanca delle carezze, delle parole sussurrate, dei croccantini offerti, se anzi ne avevi portato qualcuno di più era meglio, ma insomma va bene anche così tanto se hai detto che torni puoi sempre rimediare.

Torno Lanò, guerriera della luce, torno a trovarti, anche se spero che tu possa trovare presto, prestissimo una casa che ti accolga, che tu possa riempire del tuo amore, del tuo coraggio, della tua forza, della tua umiltà. Del tuo perdono.

Non odia l’uomo per quello che le è stato fatto, distinguendo il male che l’ha ferita dall’amore che l’ha slavata, Lanò ha saputo dare un’altra possibilità, ecco perché ne merita una anche lei. Se l’è guadagnata a pieno diritto.

Un grande atto d’amore che fa riflettere e non si cancella dagli occhi e dal cuore con facilità.

Grazie guerriera, ora goditi la luce.

Si ringrazia Cristina Del Veneziano per la foto di copertina.

Chi volesse maggiori informazioni può contattare Silvia Tozzini (3478266175)

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