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Necessità movimento

Martedì, 10 Maggio 2016 21:45

Il ragazzo che porta i pantaloni

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L’importante è che si parli di calcio, motoGP e giro d’Italia -che però parte dall’Olanda. Almeno si parla del ciclismo. Ma della targa Florio non gliene frega a nessuno niente nonostante sia la gara automobilistica più antica d’Italia, nonostante sia giunta alla centesima edizione, nonostante sia prestigiosa e gettonata. Insomma, non è mica fuori moda!

E di moda cosa rimane? Secondo me la danza.

 Benché non sia una delle persone più indicate per parlare di ballo -in quanto mi muovo assolutamente senza grazia-, sebbene ritenga che molte bambine frequentino le scuole di danza solo per esibizionismo e roba simile, riconosco che se praticata con dedizione e passione quest’arte sia in grado di formare davvero una mente e non solo un corpo. La disciplina, la perseveranza, la forza incontenibile del movimento, la gioia di esprimersi e buttare fuori dagli scheletri tutto ciò che potrebbe essere deleterio e che, invece, si trasforma in una fiaba.

Sarà perché non sono aggraziata e romantica o perché quel romanticismo lo voglio seppellire negli angoli più reconditi di me stessa onde evitare d’essere tacciata di fragilità e via dicendo, e questo è anche un po’ vigliacco se ci pensate. È come se si volesse reprimere una parte di se stessi per paura di soffrire.

C’è qualcuno col cuore grande dentro uno scrigno di spine, qualcuno che se n’è fregato delle apparenze, dei pregiudizi, della società bigotta, qualcuno che ha deciso di essere tutto di se stesso, in barba a qualsiasi troglodita tradizione che vede l’uomo siciliano come maschio, ambasciatore di virilità che non può mostrare debolezza, sorrisi, armonia. Io ne ho conosciuto uno di questi ragazzi, il solo che in un paese davvero piccolo in cui i pettegolezzi si moltiplicano più velocemente degli insetti, ha beffato tutti quanti e si è messo a ballare.

Salvo forse ha iniziato per gioco, per sfida, per non fare la figura del fesso con le ragazze. Si è messo in testa una cosa e con la caparbietà che lo caratterizza l’ha portata avanti, fino in fondo, roteando per tutte le piste con una compagna che lo ha trasformato da quercia dura a libellula fluorescente.

Ragazzi, ce ne vuole di forza e coraggio ad andare controcorrente!

Salvo indossa sempre i pantaloni: si muove e volteggia come non avrebbe immaginato e lo fa con quella fierezza e tenacia che lo hanno condotto alle gare, al competere, al volere sempre di più, a continuare a migliorare se stesso. Chi l’avrebbe detto che quell’infortunio sul campo di calcio per cui si era così demoralizzato lo avrebbe condotto ad aprire una delle parentesi più inaspettate della sua vita? Nessuno credeva che sarebbe durato in un mondo così diverso dal suo, forse neanche la maestra, forse neanche lui stesso. Quella maestra-Enza Imbrogiano della Dynamic Center Dance di Maletto-, invece, un giorno gli suggerisce di acquistare le scarpe. Scarpe vuol dire passi avanti, scarpe vuol dire che ce la puoi fare, scarpe vuol dire che stai diventando bravo. E, conoscendolo, lui non si sarebbe mai tirato indietro anzi, sarebbe andato avanti imperterrito per ottenere i suoi obiettivi, per rifocillare il proprio ego, per dimostrare a se stesso e a tutti che ce la poteva fare.

 La piroetta è bastata a Salvo per arrivare allo Ionia Centro Studio Danze di Giarre dove lui e Morena-sua compagna di ballo- sono seguiti dai maestri Alfredo Sgroi e Sabina Mazzeo, professionisti di alto livello nazionale.

Volteggiano e si divertono, regalando emozioni a chi del latino non ha mai voluto saperne niente. E li guardo, io, in questa immagine. E sogno.

Molte storie di sport sono così. Non lo dimentichi chi si appresta ad educare i figli: piuttosto che regalare I-Phone… Steve Jobs non la prenda a male.

Marzia Scala

 

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